{"id":2341,"date":"2026-07-24T15:05:12","date_gmt":"2026-07-24T13:05:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaefilosofia.com\/new\/?p=2341"},"modified":"2026-07-24T15:05:13","modified_gmt":"2026-07-24T13:05:13","slug":"sfruttare-i-viventi-unecologia-politica-del-lavoro-tr-it-di-g-morosato-ombre-corte-bologna-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaefilosofia.com\/new\/2026\/07\/24\/sfruttare-i-viventi-unecologia-politica-del-lavoro-tr-it-di-g-morosato-ombre-corte-bologna-2025\/","title":{"rendered":"SFRUTTARE I VIVENTI. Un\u2019ecologia politica del lavoro [tr. it. di G. Morosato, Ombre Corte, Bologna 2025]"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1.&nbsp;<em>Dall\u2019ambientalismo operaio al \u201ccomunismo dei viventi\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scopo principale di&nbsp;<em>Eploiter les vivants. Una \u00e9cologie politique du travail&nbsp;<\/em>(2023) di Paul Guillibert, recentemente tradotto ed edito per Ombre Corte nella collana \u201cEcologiche\u201d<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>, \u00e8 di elaborare una teoria di e sull\u2019ecologia politica che sia allo stesso tempo una pratica militante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo si percepisce<em>&nbsp;<\/em>fin dalle primissime battute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La&nbsp;<em>Prefazione<\/em>,<em>&nbsp;<\/em>a firma tra l\u2019altro di due ricercatori militanti, Maura Benegiamo e Emanuele Leonardi, segnala lo scontro in corso sulla politica ecologica tra una \u00ab<em>governance&nbsp;<\/em>climatica\u00bb che, \u201cdall\u2019alto\u201d, mira a trasformare una \u00abcrisi&nbsp;<em>del&nbsp;<\/em>capitale in una crisi&nbsp;<em>per&nbsp;<\/em>il capitale\u00bb, da un lato; e la \u00abmoltiplicazione \u201cdal basso\u201d di movimenti sociali e sindacali\u00bb che rivendicano \u00abgiustizia sociale&nbsp;<em>ed&nbsp;<\/em>ecologica\u00bb e costruiscono inedite \u00aballeanze\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;su pi\u00f9 livelli, dal municipale al transnazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prosegue quindi l\u2019autore, che dedica le primissime pagine dell\u2019<em>Introduzione<\/em>&nbsp;ad un esempio concreto di questo genere di alleanze: quella che nel 2006 ha unito organizzazioni ambientaliste e comitati di cittadini ai camionisti dei porti di Long Beach e Los Angeles per tutelare, insieme, ambiente e posti di lavoro.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 chiaro fin da subito, quindi, il problema e l\u2019orizzonte storico che l\u2019autore intende affrontare ed entro cui pone la sua ricerca:&nbsp;<em>de facto<\/em>, ci spiega, negli ultimi anni stiamo assistendo al diffondersi di lotte che, attraverso la loro prassi, intersecano ambiti e soggetti fino a qualche decennio fa ritenuti inconciliabili: i lavoratori in lotta per difendere occupazione e migliorare le proprie condizioni di lavoro e di salario; collettivi ecologisti che lottano contro l\u2019inquinamento, il cambiamento climatico, lo sfruttamento animale, e altro<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019autore vuole dare \u201cocchi\u201d all\u2019organizzazione di questa convergenza pratica: compito dell\u2019eco-marxismo, campo di studi e ambito politico del filosofo della Sorbona, \u00e8 fondare&nbsp;<em>de jure&nbsp;<\/em>\u00abun\u2019ecologia di classe, un\u2019ecologia dei lavoratori\u00bb che, partendo dai risultati dell\u2019\u201cambientalismo operaio\u201d<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>, lo orienti verso un nuovo progetto eco-socialista: il \u00abcomunismo dei viventi\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Guillibert \u00e8 prezioso innanzitutto perch\u00e9, con questo intento, egli si confronta con gli studi critici pi\u00f9 aggiornati sulla questione ambientale dell\u2019eco-marxismo, dell\u2019eco-femminismo, della teoria decoloniale e dell\u2019ecologismo. Un confronto \u201ca pi\u00f9 voci\u201d intenzionalmente perseguito dall\u2019autore e conforme alle molteplici dimensioni e ai diversi contributi dell\u2019opposizione ecologista contemporanea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2.&nbsp;<em>Fabbrica, casa, piantagione<\/em>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dunque dall\u2019Eco-Marxismo<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019eco-marxismo si \u00e8 formato quando, sulla scia delle denunce del mondo scientifico e delle prime mobilitazioni internazionali, alcuni pensatori marxisti \u201ceterodossi\u201d hanno accolto la critica ecologista al produttivismo del capitalismo e del socialismo sovietico, cio\u00e8 alla prospettiva \u201cprometeica\u201d di una crescita infinita della produzione e dei consumi in vista della soddisfazione totale dei bisogni degli uomini. La nuova scienza ecologica dimostrava, invece, che ogni attivit\u00e0 umana consuma una quantit\u00e0 finita di risorse organiche e inorganiche e quindi anche una societ\u00e0 post-capitalista affronter\u00e0 il problema dei limiti delle capacit\u00e0 riproduttive della natura non-umana, il cui superamento continuo comporta invece \u00abconseguenze nefaste\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A sua volta, la prospettiva marxista ha avuto l\u2019importante ruolo di emancipare l\u2019ecologismo dall\u2019atavico dualismo tra una Natura Sacra, originaria e inviolabile, e una Civilt\u00e0 Profana, corruttrice e violenta; un\u2019opposizione da cui molti ambientalisti derivavano un atteggiamento primitivistico, protezionistico e conservazionistico buono per una critica \u201cmoralistica\u201d della societ\u00e0 capitalistica, ma assolutamente indifferente nei confronti degli aspetti sociali e politici della questione ambientale. Cos\u00ec, ad esempio, Dario Paccino criticava quegli ambientalisti che si impegnavano nella difesa degli \u00aborsi\u00bb e degli \u00abstambecchi\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>&nbsp;senza attaccare il sistema della fabbrica capitalista, habitat distruttivo di un altro ente naturale, l\u2019uomo. Lungi dall\u2019essere una Totalit\u00e0 immutabile, invece, la natura \u00e8 storica in molti sensi: sia perch\u00e9 ha una&nbsp;<em>sua&nbsp;<\/em>storia; sia perch\u00e9&nbsp;<em>parte&nbsp;<\/em>di questa storia naturale \u00e8 il risultato della storia&nbsp;<em>sociale&nbsp;<\/em>dell\u2019uomo. Infine, l\u2019uomo stesso \u00e8 un ente naturale e storico<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La desacralizzazione\/storicizzazione della natura ha un\u2019immediata conseguenza pratica: se non c\u2019\u00e8&nbsp;<em>una&nbsp;<\/em>natura gi\u00e0&nbsp;<em>data&nbsp;<\/em>a cui doversi ispirare nel comportamento sociale, allora come rapportarsi ad essa, e di&nbsp;<em>quale<\/em>&nbsp;natura si tratti, diventa oggetto di \u201cscelte\u201d di natura politica, che sono esiti di conflitti storici. L\u2019ecologia da disciplina che studia gli equilibri biofisici e gli impatti dell\u2019economia umana sulla loro&nbsp;<em>riproduzione<\/em>, diventa cos\u00ec \u201cecologia politica\u201d<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>, che studia questi stessi fenomeni a partire dai rapporti storico-sociali di potere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ecologia politica diventa a sua volta&nbsp;<em>critica<\/em>&nbsp;marxista dell\u2019ecologia politica o Eco-Marxismo quando tali rapporti sono pensati come rapporti tra classi in conflitto a causa del carattere antagonistico assunto dal rapporto tra uomini nella produzione sociale, cio\u00e8 nel loro modo di mediare i rapporti con il mondo non-umano, \u201cnaturale\u201d. Se il rapporto con la natura non-umana presenta un carattere distruttivo, ci\u00f2 dipender\u00e0 dall\u2019antagonismo delle forme del lavoro sociale, cio\u00e8 da un rapporto tra uomini. Quella contemporanea assume le vesti dell\u2019accumulazione di capitale mediante lo sfruttamento del lavoro \u201cvivo\u201d, umano, e \u201clibero\u201d di vendersi sul mercato per un salario con cui riprodurre i propri bisogni. Il lavoro salariato presuppone una \u201caccumulazione originaria\u201d, ovvero la \u201cliberazione\u201d violenta dei lavoratori dagli strumenti di produzione, in primis dalla terra. Qui sorge la possibilit\u00e0 che l\u2019interesse della produzione, ora sussunta al profitto, si separi dall\u2019interesse per la riproduzione delle condizioni della produzione, ovvero delle capacit\u00e0 riproduttive della natura umana e non-umana che sono le&nbsp;<em>due&nbsp;<\/em>fonti dei \u201cvalori d\u2019uso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scissione si presenta sia nel rapporto tra uomo e uomo, sia nel rapporto tra umano e non-umano. Lo sfruttamento del lavoro umano consiste nell\u2019estrazione di pi\u00f9 energia lavorativa di quanta venga ripagata al lavoratore mediante il salario. Ma le capacit\u00e0 riproduttive della forza lavoro pongono un limite naturale a questo sfruttamento, cio\u00e8 la necessit\u00e0 di un tempo minimo e \u201cimproduttivo\u201d di riproduzione. Per superare i limiti riproduttivi della durata della giornata lavorativa, il capitalismo tende a ridurre il valore dei beni salario corrispondenti al tempo riproduttivo ripagato. In virt\u00f9 di questo limite, quindi, il capitalismo tende necessariamente a sostituire il lavoro umano con le macchine, in primis nell\u2019agricoltura. La stessa logica estrattiva e contraddittoria nel rapporto tra capitale e lavoro si estende cos\u00ec ai rapporti uomo-natura: urbanizzazione e agricoltura intensiva estraggono pi\u00f9 risorse organiche e inorganiche di quante restituiscano alla terra, rompendo il \u201cricambio organico\u201d tra uomo e natura. Gi\u00e0 Marx indicava in fenomeni come la perdita di fertilit\u00e0 della terra e della donna, la diffusione di malattie, l\u2019inquinamento delle citt\u00e0 del suo tempo, la manifestazione di una \u201cfrattura metabolica\u201d dovuta al fatto che, come ha scritto Andr\u00e9 Gorz, \u00abla produzione distrugge pi\u00f9 di quanto non produca [\u2026] distrugge risorse la cui rigenerazione si situa al di fuori della sua stessa portata\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La critica marxiana della riproduzione della produzione \u00e8 stata arricchita dalla critica femminista al patriarcato<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>. Il femminismo degli anni Sessanta e Settanta ha mostrato che anche il rapporto di riproduzione tra uomini e donne non \u00e8 un fatto naturale, ma un prodotto sociale. Autrici come Silvia Federici<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>&nbsp;hanno spiegato che il dispositivo salariale separa la produzione dalla riproduzione ed esclude i prodotti dell\u2019attivit\u00e0 riproduttiva femminile dai costi di capitale, che cos\u00ec non appaiono se non come \u201cdati\u201d, \u201cgratis\u201d, \u201cnaturali\u201d. La societ\u00e0 capitalistica \u00e8 una societ\u00e0 patriarcale perch\u00e9 organizza la riproduzione con norme e istituzioni extra-economiche che impongono alla donna un lavoro \u201cdomestico\u201d socialmente necessario alla nascita, crescita, educazione dei figli, alla cura degli anziani, nonch\u00e9 alla riproduzione a basso costo del lavoratore e alla trasmissione della propriet\u00e0&nbsp;<em>privata<\/em>&nbsp;tra le generazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prospettiva \u00e8 stata ulteriormente sviluppata dall\u2019eco-femminismo. Le lotte delle donne contro l\u2019inquinamento dei territori, la proliferazione di armi e centrali nucleari e in difesa dell\u2019agricoltura di sussistenza<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>&nbsp;hanno mostrato la coincidenza delle attivit\u00e0 femminili riproduttive della vita umana, che solo una societ\u00e0 patriarcale e capitalistica de-valorizza rispetto a quelle trasformative cumulatrici, con i bisogni della riproduzione del vivente in generale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recentemente Nancy Fraser ha precisato che la donna, soprattutto in Occidente, pu\u00f2 scaricare la funzione riproduttiva ad altre donne, pi\u00f9 povere o meno protette dal diritto, come le donne immigrate, in una divisione internazionale della riproduzione sociale in cui dominio di classe, di genere e di razza si intersecano reciprocamente<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>. Qui la critica femminista incontra la critica anti-colonialista e anti-imperialista. Quest\u2019ultima, infatti, ha egualmente denunciato che il capitalismo scarica i costi della riproduzione della forza lavoro salariata su colonie (interne ed esterne ai paesi&nbsp;<em>core<\/em>)<em>&nbsp;<\/em>di cui sfrutta le risorse minerarie, agricole, umane mediante pratiche che non seguono le logiche della mediazione del mercato o del diritto garantite invece in Occidente<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi mondi della riproduzione, quindi, il capitalismo mostra il suo vero volto: dalla \u201cproduzione\u201d di plusvalore mediante lo sfruttamento \u201ceconomico\u201d del lavoro salariato, che reintegra parzialmente l\u2019energia umana estratta, all\u2019appropriazione diretta, \u201cpolitica\u201d, spesso&nbsp;<em>violenta<\/em>&nbsp;di prodotti di forze riproduttive non-salariate<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>, che scompaiono e di cui non si considerano affatto le necessit\u00e0 di reintegrazione. Di questo mondo fanno parte anche attivit\u00e0 svolte \u2013 ora s\u00ec \u2013 dal mondo non-umano, organico e non, che partecipano alla produzione umana<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>&nbsp;o riproducono gli elementi necessari alla vita sul Pianeta indipendentemente dall\u2019uomo (ciclo dell\u2019azoto, del carbonio, dell\u2019ossigeno, etc.).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La necessaria tendenza del capitalismo ad abbattere i costi della riproduzione della forza lavoro (il salario), collega quindi intrinsecamente, e non estrinsecamente, il dominio di classe in fabbrica, a quello di genere nelle mura domestiche, a quello di razza nella monocultura della piantagione, e il dominio che caratterizza tutte a conseguenze ambientali pi\u00f9 o meno drammatiche. A ciascuno di questi ambiti il primo capitolo dedica un paragrafo specifico, giungendo cos\u00ec alla definizione di capitalismo come sistema di \u00abaccumulazione attraverso lo sfruttamento del lavoro e la svalorizzazione permanente delle condizioni oggettive di vita\u00bb, ossia di quella \u00abnatura\u00bb nient\u2019affatto astorica, ma da considerare come \u00abinsieme delle realt\u00e0 svalutate nel capitalismo, quelle che sono oggetto di un\u2019appropriazione gratuita\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3.&nbsp;<em>Nel biocapitalismo: una nuova natura<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto molteplici aspetti, e attraverso molteplici forme di dominio (di classe, di genere, di razza, tra specie), quindi, la societ\u00e0 capitalistica entra necessariamente in conflitto con la riproduzione del vivente umano e non-umano. Focalizzandosi sulla loro comune origine nei processi di produzione e riproduzione, Guillerme conferma il suo approccio marxista all\u2019ecologia politica. Tuttavia, la ridefinizione del concetto di capitale e di dominio capitalistico richiede anche una ridefinizione del concetto di lavoro. Alla luce delle teorie esposte, quello tradizionale sembra includere solo l\u2019\u201coperaio maschio, bianco, occidentale, salariato\u201d, escludendo le altre soggettivit\u00e0 la cui attivit\u00e0 \u00e8 egualmente necessaria alla riproduzione sociale&nbsp;<em>e&nbsp;<\/em>del capitale stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una nuova teoria del lavoro, inoltre, \u00e8 resa necessaria per comprendere le nuove forme di produzione&nbsp;<em>mediante<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>della<\/em>natura. Grazie allo sviluppo della scienza dei processi e delle relazioni tra viventi e tra questi e non-viventi, su cui si affermano pratiche di privatizzazione\/brevettazione e nuove forme di investimenti finanziari, il capitalismo contemporaneo \u00e8 in grado di mettere a valore \u00abentit\u00e0, relazioni, ecosistemi\u00bb che \u00abprivano gli ambienti della loro capacit\u00e0 di rigenerazione e sussistenza\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>. La scommessa \u00e8 realizzare una vera e propria \u00ab<em>sussunzione totale della vita<\/em>\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>&nbsp;al capitale che, al pari di quella del lavoro mediante l\u2019applicazione delle macchine, la modifichi qualitativamente per adeguarla ai tempi e ritmi dell\u2019accumulazione di capitale. Una&nbsp;<em>nuova<\/em>&nbsp;natura: una natura&nbsp;<em>del&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>per&nbsp;<\/em>il capitale capace di superare i limiti della precedente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la \u00abfase del \u00abbiocapitalismo contemporaneo\u00bb, una vera e propria svolta, \u00e8 stato detto, del nesso tra lavoro-valore-natura che ha caratterizzato finora il capitalismo: ad una natura come limite \u201cesterno\u201d all\u2019accumulo di valore, quale ad esempio \u00e8 quella rappresentata dalla quantit\u00e0 finita di risorse minerarie, si affianca una natura quale risorsa da valorizzare, ripristinandola, riproducendola, integrandola a livello microscopico<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla base di questi processi reali, si diceva, l\u2019autore dedica il secondo capitolo ad una ridefinizione del concetto di lavoro. L\u2019obiettivo \u00e8&nbsp;<em>includere&nbsp;<\/em>nella categoria di lavoro anche&nbsp;<em>parte&nbsp;<\/em>della natura non-umana e superare la differenza \u201cantropologica\u201d ed \u201cessenzialistica\u201d che Marx avrebbe stabilito nei suoi celebri&nbsp;<em>Manoscritti economico-filosofici del 1844<\/em>. Quest\u2019ultima restringe anche la categoria di \u201calienazione\u201d al solo lavoro umano, quando in realt\u00e0, se essa implica l\u2019elemento della consapevolezza, dell\u2019intenzionalit\u00e0, del&nbsp;<em>sentirsi&nbsp;<\/em>alienati rispetto alle proprie&nbsp;<em>reali<\/em>&nbsp;esigenze, non pu\u00f2 essere negata almeno ad una ampia parte dei co-produttori animali che&nbsp;<em>resistono&nbsp;<\/em>attivamente allo sfruttamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La revisione viene operata attraverso il concetto di \u201cdivisione del lavoro\u201d che, valorizzando il momento del&nbsp;<em>rapporto<\/em>sociale della produzione, fa emergere meglio le mutevoli differenze \u201cinterspecifiche\u201d tra lavoro umano e lavoro animale. In base alla divisione storica del lavoro, spiega il ricercatore,&nbsp;<em>alcuni<\/em>&nbsp;animali vengono integrati nel momento della produzione e si pu\u00f2 dire che lavorino, mentre altri ne vengono esclusi per rientrare, una parte, nel momento del consumo (come quelli domestici), un\u2019altra parte, venire del tutto esclusi e lasciati \u201cliberi\u201d allo stato \u201cbrado\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nuova teoria del lavoro ha anche un importante risvolto sul concetto stesso di natura. Essa smaschera la falsa idea che la \u201cmodernit\u00e0\u201d capitalistica abbia semplicemente ridotto la natura a un insieme di oggetti passivi e inerti quando, all\u2019opposto, la sua novit\u00e0 \u00e8 consistita nell\u2019aver promosso \u00abun\u2019intensificazione patologica, distruttiva e alienata della produttivit\u00e0 della natura in nome del profitto\u00bb. Per il capitalismo, prosegue Guillerme, \u00abla natura non \u00e8 mai stata una pura passivit\u00e0, un insieme di oggetti inerti e di cui appropriarsi, ma piuttosto un insieme di processi produttivi la cui utilit\u00e0 \u00e8 relativa solo alla possibilit\u00e0 della loro valorizzazione\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>. Vengono cos\u00ec superate sia la critica&nbsp;<em>moralistica<\/em>&nbsp;delle teorie della liberazione animale, del tutto centrate pi\u00f9 sulla&nbsp;<em>sofferenza<\/em>&nbsp;passiva che sulla&nbsp;<em>resistenza&nbsp;<\/em>attiva degli animali<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn24\"><sup>[24]<\/sup><\/a>, sia quella filosofia del \u201cvivente\u201d che lo studia \u00absenza studiare le cause sociali della distruzione del loro modo di vita\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn25\"><sup>[25]<\/sup><\/a>&nbsp;e resta del tutto in balia del dominio biocapitalistico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella del biocapitalismo \u00e8 stata infatti anche la scommessa-promessa della governance globale \u201cdall\u2019alto\u201d sul clima negli ultimi decenni: la possibilit\u00e0 di superare la crisi ambientale attraverso nuove tecniche produttive e finanziarie. Non mettendo in questione il carattere sistemico della crisi ambientale \u2013 la sua origine nel sistema produttivo come sistema di dominio \u2013 ha comportato una nuova sottomissione delle ragioni della riproduzione del vivente e del non-vivente a quelle della riproduzione allargata di capitale, cio\u00e8 dell\u2019accumulazione. Lo dimostra il fatto che proprio in questi ultimi decenni \u00e8 stata emessa la quantit\u00e0 di CO<sup>2<\/sup>&nbsp;dei precedenti tre secoli, alterando cos\u00ec a fondo i precedenti equilibri biosferici da innescare imprevedibili effetti di rafforzamento dell\u2019aumento della temperatura nonostante gli sforzi in senso contrario dell\u2019uomo e del Pianeta stesso<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn26\"><sup>[26]<\/sup><\/a>. Un\u2019imperdonabile eredit\u00e0 che il presente lascia alle future generazioni umane e non-umane.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4.&nbsp;<em>Verso il \u201ccomunismo dei viventi\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In virt\u00f9 di questa teoria omnicomprensiva del domino (bio)capitalistico, la teoria di Guillerme si distingue non solo teoricamente, ma anche&nbsp;<em>politicamente&nbsp;<\/em>all\u2019interno del pi\u00f9 vasto campo dell\u2019ecologia politica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assunto l\u2019insegnamento ecologico che \u00e8 necessario ridurre la quantit\u00e0 stessa di materia ed energia non-umana impiegata nella produzione sociale, per l\u2019autore questa riduzione non pu\u00f2 avvenire semplicemente cambiando una fonte di energia con una pi\u00f9 \u201cgreen\u201d (transizione energetica), ma neanche mediante una pi\u00f9 \u201cgiusta\u201d distribuzione dei costi sociali (\u201cgiusta\u201d transizione). La riduzione pu\u00f2 essere ottenuta unicamente mediante una&nbsp;<em>rivoluzione&nbsp;<\/em>dei rapporti di propriet\u00e0 che ridefinisca le finalit\u00e0 della produzione: dall\u2019accumulo di capitale al valore d\u2019uso sociale e ecologico. La transizione ecologica \u00e8 cio\u00e8 la transizione ad una nuova organizzazione del lavoro, del suo tempo, dei suoi strumenti, e soprattutto del rapporto tra produzione e riproduzione sociale, con le esigenze della seconda a dettare tempi e modalit\u00e0 della prima<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn27\"><sup>[27]<\/sup><\/a>. Un \u00abnuovo immaginario della lotta di classe\u00bb, una nuova \u00abcosmologia ecologica\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn28\"><sup>[28]<\/sup><\/a>, che Kohei Saito ha chiamato&nbsp;<em>Degrowth Communism<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn29\"><sup>[29]<\/sup><\/a>&nbsp;e che Guillerme preferisce definire \u00abcomunismo dei viventi\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn30\"><sup>[30]<\/sup><\/a>&nbsp;data la scarsa spendibilit\u00e0 politica del termine \u201cdecrescita\u201d tra masse gi\u00e0 vittime di decenni o secoli di austerit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo snodo politico diventa, a questo punto,&nbsp;<em>chi<\/em>&nbsp;sia o possa diventare il soggetto per questo progetto rivoluzionario. Data la centralit\u00e0 e l\u2019estensione assunta dal lavoro nel biocapitalismo, ed utilizzando una vecchia distinzione dell\u2019operaismo italiano, l\u2019autore ricerca la nuova composizione&nbsp;<em>politica&nbsp;<\/em>della classe rivoluzionaria a partire della nuova composizione&nbsp;<em>tecnica<\/em>&nbsp;del biocapitale, in cui tutto il vivente non-umano lavora mentre alcuni animali si sentono alienati in esso. Se \u00e8 vero che il livello di radicalit\u00e0 della classe&nbsp;&nbsp;rivoluzionaria \u00abnon dipende dall\u2019identificazione astratta della frangia pi\u00f9 avanzata del proletariato, ma dal livello di organizzazione di gruppi politici capaci di identificare le contraddizioni pi\u00f9 acute, i luoghi carichi di insubordinazione, gli spazi di resistenza pi\u00f9 antagonistici\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn31\"><sup>[31]<\/sup><\/a>, \u00e8 anche vero che non si pu\u00f2 non tenere conto che oggi anche \u00abi maiali sono parte integrante della classe operaia\u00bb e \u00absi trovano al centro del conflitto di classe\u00bb, come recita l\u2019esergo del testo<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn32\"><sup>[32]<\/sup><\/a>. Sorge la possibilit\u00e0 di una \u201ccomposizione ecologica della classe operaia\u201d, come scrive L\u00e9na Balaud, o un \u201c<em>proletariato ecologico&nbsp;<\/em>o biotariato\u201d, nella formula di Jason W. Moore, che \u00absi costituisce a partire dalle resistenze animali alla messa a lavoro\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn33\"><sup>[33]<\/sup><\/a>. Il compito di una nuova \u00abecologia di classe\u00bb, precisa Guillerme, \u00e8 \u00abidentificare le forme di resistenza e insubordinazione dei viventi a partire dalle quali sviluppare lotte e nuove composizioni\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna certo tenere a mente delle distinzioni. La \u00ablogica dell\u2019appropriazione\u00bb che vale per la \u00abnatura in generale\u00bb si specifica nella \u00abalienazione\u00bb di quella parte di natura, umana e animale, che manifesta \u00abuna certa forma di individualit\u00e0 [\u2026] che inizia con un corpo proprio che ha un\u2019intenzionalit\u00e0 sufficiente per rifiutare, a vari livelli, la sua messa al lavoro\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn34\"><sup>[34]<\/sup><\/a>. In secondo luogo, \u00abi viventi, i proletari, gli indigeni, le minoranze di genere non formano una classe in senso marxiano, perch\u00e9 non affrontano gli stessi rapporti di dominio\u00bb. Tuttavia, \u00abuna parte di loro potrebbe costituire una soggettivit\u00e0 politica proteiforme e multispecifica\u00bb poich\u00e9 tutti subiscono, in forme diverse, la stessa \u00ablogica culturale del capitalismo\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn35\"><sup>[35]<\/sup><\/a>: la cultura della \u201cmodernit\u00e0\u201d e del \u201cprogresso\u201d tecnico che in realt\u00e0 \u00e8 una pratica di \u00abseparazione delle comunit\u00e0 da una terra che fornisce le condizioni per la riproduzione\u00bb, in primis dei popoli \u201csottosviluppati\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La logica modernistica non scompare neanche nel revanscismo di destra. Partendo dall\u2019esperienza francese, l\u2019autore ci avvisa del pericolo di un \u00abnuovo compromesso di classe [\u2026] ecologista-razzista\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn36\"><sup>[36]<\/sup><\/a>&nbsp;che si distingue da quelli che hanno caratterizzato storicamente la politica dell\u2019Esagono. Tale compromesso coinvolge classe operaia e classe dominante non pi\u00f9 sulla base dell\u2019espansione coloniale e, ideologicamente, del prestigio dell\u2019Impero e della superiorit\u00e0 della bianchezza; n\u00e9 pi\u00f9 sulla partecipazione alla crescita messo in campo dal \u201cpatto fordista\u201d, quanto sull\u2019idea che l\u2019accesso al \u201cproprio\u201d territorio vada limitato da \u00abpolitiche di controllo dei movimenti e delle identit\u00e0\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn37\"><sup>[37]<\/sup><\/a>&nbsp;a causa della \u201cscarsit\u00e0\u201d di risorse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questa logica culturale moderno-capitalista-razzista, bisogna opporre, conclude l\u2019autore, \u00abaltre esigenze di razionalit\u00e0 fondate sull\u2019autonomia, cio\u00e8 su una forma di libert\u00e0 che non \u00e8 un\u2019uscita dalla natura o dalla comunit\u00e0\u00bb, ma \u00abl\u2019autodeterminazione collettiva delle forme di sussistenza per gli umani e i non umani\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn38\"><sup>[38]<\/sup><\/a>. \u00c8 questo, in ultima istanza, il senso profondo comunismo dei viventi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5.&nbsp;<em>Il maiale e la classe<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giunti a questo punto, mi permetto di formulare alcune riflessioni critiche al fine di contribuire allo sviluppo di una teoria di cui, ci tengo a precisare, condivido il senso profondo, gli intenti, l\u2019impianto, ma soprattutto la sfida pratica di coagulare e organizzare intorno a un progetto eco-socialista soggetti diversi, sottoposti a forme diverse di dominio, pur tutte riconducibili ai caratteri fondamentali della produzione capitalistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019autore ha affrontato questa sfida ripensando il concetto di lavoro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La revisione proposta ha l\u2019indubbio merito di mostrare come anche gli animali abbiano una capacit\u00e0 di&nbsp;<em>resistenza&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>ribellione<\/em>, e come anche altri non-umani co-producano \u201cvalori d\u2019uso\u201d. Ma questo porta l\u2019autore, mi pare, a relativizzare&nbsp;<em>sociologicamente&nbsp;<\/em>il non-umano&nbsp;<em>oltre&nbsp;<\/em>ogni limite al punto da perdere&nbsp;<em>ogni&nbsp;<\/em>differenza inter-specifica tra umano e non-umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Decisivo, da questo punto di vista, \u00e8 il rigetto della visione \u201cantropocentrica\u201d dei&nbsp;<em>Manoscritti&nbsp;<\/em>di Marx. Secondo il ricercatore francese, bisogna liberarsi dal suo essenzialismo astorico<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn39\"><sup>[39]<\/sup><\/a>. Eppure, si dimentica che Marx pone la differenza tra uomo e animale prima ancora che nel lavoro nella storicit\u00e0 dell\u2019agire umano: \u00abcome tutto ci\u00f2 che \u00e8 naturale deve&nbsp;<em>nascere<\/em>, cos\u00ec anche l\u2019<em>uomo<\/em>&nbsp;ha il suo atto di nascita (la&nbsp;<em>storia<\/em>), che tuttavia nel suo caso \u00e8 una storia consapevole, e che di conseguenza in quanto atto di nascita consapevole \u00e8 un atto di nascita che sopprime se stesso. La storia \u00e8 la vera storia naturale dell\u2019uomo\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn40\"><sup>[40]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019astrusit\u00e0 della terminologia hegeliana non deve intimorire. Marx non sta negando che la natura possieda una dimensione storica<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn41\"><sup>[41]<\/sup><\/a>, ma che la storia&nbsp;<em>umana<\/em>&nbsp;ha una propria specificit\u00e0, dovuta al suo modo \u201cdi genere\u201d di agire nei rapporti con la natura. Questo modo peculiare \u00e8 il produrre; il produrre non \u00e8<em>&nbsp;<\/em>l\u2019agire in generale; non consiste solo nel fatto che l\u2019uomo utilizza strumenti prodotti da lui; che deve progettare ci\u00f2 che realizza; che deve esercitare su di s\u00e9 un\u2019auto-disciplina per garantire la continuit\u00e0 del processo, ma dal fatto che, in virt\u00f9 di queste caratteristiche, gli esseri umani, producendo i propri mezzi della sua sussistenza, producono&nbsp;<em>le&nbsp;<\/em>forme stesse del proprio produrre su cui si sviluppano le altre forme di rapporti sociali. Questa auto-trasformazione non avviene nel mondo animale; inoltre, la trasformazione delle forme della produzione umana non dipende solo da condizioni naturali, ma anche da fattori storici-umani<em>&nbsp;<\/em>che non ritroviamo nel mondo animale, come la&nbsp;<em>rivoluzione politica<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn42\"><sup>[42]<\/sup><\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questo punto di vista, il mondo animale e non-umano in generale&nbsp;<em>non produce&nbsp;<\/em>e non \u201cha storia\u201d se non mediante la storia della produzione sociale-umana. Il carattere storico del non-umano, o il suo agire autonomo, non vanno negati, ma di certo&nbsp;<em>limitati<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>distinti<\/em>&nbsp;dalla storicit\u00e0 del produrre umano che, al di l\u00e0 delle esclusioni o inclusioni del non-umano nella produzione capitalistica, resta per&nbsp;<em>qualit\u00e0<\/em>&nbsp;diverso. Come ci ricorda la linea interpretativa eco-marxista della \u201cfrattura metabolica\u201d<sup>&nbsp;<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn43\"><sup>[43]<\/sup><\/a><\/sup>, questo dualismo \u201ctranstorico\u201d acquista un carattere specificamente antagonistico-contraddittorio, dialettico, nel capitalismo, il cui superamento non pu\u00f2 essere teorico, ma pratico e, se pure ci fosse, non implicherebbe la fine di ogni dualismo. Finch\u00e9 questo superamento non avviene, la teoria non deve cercare categorie unificanti ma, all\u2019opposto, seguire le scissioni pratiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questa stessa ragione, risulta fragile anche l\u2019estensione di concetti pensati da Marx per descrivere la \u201csussunzione\u201d e l\u2019\u201calienazione\u201d del \u201clavoro\u201d&nbsp;<em>umano<\/em>&nbsp;alla \u201cnatura\u201d o alla \u201cvita\u201d. Il rischio \u00e8 che nell\u2019illuminare la sussunzione capitalistica del non-umano vanga messo in ombra il fatto che tale sussunzione non \u00e8 mai diretta, ma sempre mediata dalla<em>&nbsp;sussunzione del lavoro umano&nbsp;<\/em>al capitale, sia vivo, sia morto, cio\u00e8 oggettivato nello strumento\/macchina cos\u00ec come nella conoscenza che viene applicata durante il processo.&nbsp;<em>Prima&nbsp;<\/em>della \u201csussunzione della natura\u201d, c\u2019\u00e8 sempre logicamente e temporalmente una sussunzione formale del lavoro umano al rapporto salariale che consente la seconda, e trasforma a sua volta la sussunzione formale del lavoro umano in una reale che trasforma qualitativamente il processo lavorativo umano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto della sussunzione della \u201cnatura\u201d resta, quindi, la riduzione del valore del lavoro&nbsp;<em>umano<\/em>&nbsp;mediante la riduzione del valore delle merci che rientrano nel suo salario; e la lotta per la giornata lavorativa normale \u00e8,&nbsp;<em>necessariamente<\/em>, ci\u00f2 che la produzione scatena \u201cda s\u00e9\u201d: il punto di partenza, anche se non di arrivo, della lotta di classe. Ci\u00f2 che spiega pi\u00f9 di ogni altra cosa la tendenza capitalistica all\u2019innovazione tecnologica dei processi produttivi, compresa l\u2019ultima frontiera dell\u2019Intelligenza Artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa dimensione conflittuale tra lavoro&nbsp;<em>e&nbsp;<\/em>capitale sul tempo di lavoro appare soprattutto se ampliamo lo sguardo a livello internazionale.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passiamo dunque al livello politico dell\u2019analisi. Anche in questo caso ritengo necessario sottolineare il concetto marxiano di storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che, in Marx, l\u2019antropologia del lavoro fosse&nbsp;<em>storica<\/em>, rende conseguente il passaggio dall\u2019impianto \u201cfilosofico\u201d dei&nbsp;<em>Manoscritti&nbsp;<\/em>all\u2019indagine empirica delle forme storiche di volta in volta date della societ\u00e0. Cos\u00ec, la divisione del lavoro che Guillerme indica come elemento definitorio del concetto di lavoro&nbsp;<em>in generale<\/em>, \u00e8 sempre una divisione&nbsp;<em>storica<\/em>&nbsp;del lavoro e la sua forma attuale \u00e8 una divisione&nbsp;<em>internazionale&nbsp;<\/em>del lavoro. L\u2019autore lo presuppone nella sua interpretazione della \u201cpiantagione\u201d. Tuttavia, condividendo spesso dei limiti dell\u2019ecologia politica in generale, questo carattere internazionale viene poi perduto nel momento dell\u2019analisi politica. Qui ci si focalizza per lo pi\u00f9 sulle esperienze occidentali, dove, a causa della tradizione del movimento operaio, emerge di pi\u00f9 il carattere innovativo dell\u2019ambientalismo operaio, mentre meno spazio \u00e8 lasciato a quei movimenti extra-occidentali che da tempo uniscono questione sociale, questione ambientale e questione politica di \u201csovranit\u00e0\u201d sul \u201cproprio\u201d territorio dovendolo sottrarre al dominio delle potenze imperialistiche occidentali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La \u201csovranit\u00e0\u201d, invece, appare solo nella sua variante negativa \u201cdi destra\u201d, col nuovo rischio della variante eco-razzista. Ci si dimentica, per un verso, che gli stessi popoli europei sono continuamente espropriati di sovranit\u00e0 da parte dei cosiddetti \u201cmercati\u201d finanziari cosiddetti \u201cglobali\u201d (leggi monopoli anglo-americani) che distruggono e si appropriano della terra&nbsp;<em>anche in Occidente<\/em>, come dimostra drammaticamente il caso ucraino. Per l\u2019altro verso, ci si dimentica di quei popoli che sono&nbsp;<em>privi&nbsp;<\/em>di sovranit\u00e0, sia formalmente (come nel caso del popolo palestinese o curdo), sia realmente (come nel caso dei governi \u201cfantoccio\u201d), la cui lotta per una sovranit\u00e0 formale e reale \u00e8 una lotta di liberazione non solo politica, ma anche potenzialmente ecologica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ce lo ricorda un anziano Herbert Marcuse che, nel 1972, constatava che il \u00abgenocidio\u00bb del popolo vietnamita (presente e futuro) veniva perpetrato mediante l\u2019\u00abecocidio\u00bb delle sue terre. Di conseguenza, per un verso, \u00abla riabilitazione sociale ed economica della terra intrapresa dal popolo del Vietnam del Nord\u00bb era anche una \u00abliberazione ecologica rivoluzionaria\u00bb che \u00able bombe hanno lo scopo di prevenire\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn44\"><sup>[44]<\/sup><\/a>; per l\u2019altro verso, Marcuse auspicava la convergenza del movimento ambientalista americano con quello contro la guerra come antidoto alla cooptazione da parte del capitalismo green. Una visione provata oggi, indirettamente, dalla scomparsa mediatica della front-woman del movimento dei&nbsp;<em>Fridays for Future<\/em>&nbsp;Greta Thunberg dopo le sue prese di posizione radicali sul genocidio palestinese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questo punto di vista, un ripensamento del concetto di sovranit\u00e0 \u201cecologica\u201d potrebbe essere un elemento di ulteriore sviluppo dell\u2019analisi eco-marxista proposta dall\u2019autore. Il punto di partenza sarebbe costituito dai fatti: le lotte di autodeterminazione del popolo del Rojava per una societ\u00e0 ecologica e democratica; i processi di nazionalizzazione delle risorse minerarie (petrolio, uranio, oro) da parte dei nuovi governi del Niger, del Mali, del Burkina Faso, per emanciparsi dal dominio dell\u2019imperialismo francese e finanziare importanti programmi di investimento a sostegno della produzione nazionale e della redistribuzione della ricchezza. Certo, resta da discutere il problema di trovare il giusto punto di equilibrio tra l\u2019uso sovrano delle proprie risorse, le necessit\u00e0 dell\u2019emancipazione nazionale e quelle dell\u2019emancipazione ecologica. Ma il compito dell\u2019eco-marxismo \u00e8 porlo e discuterlo, non sottrarsi ad una sfida che molti paesi del \u201cSud-Globale\u201d provano ad affrontare quotidianamente.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una sfida che \u2013 e qui vengo all\u2019ultimo punto \u201ccritico\u201d \u2013 perde di importanza se si cerca la \u201ccomposizione politica\u201d della classe rivoluzionaria pi\u00f9 nell\u2019alleanza inter-specifica del \u201cbio-tariato\u201d che in quella intra-specifica tra le classi sfruttate del mondo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Valorizzare attraverso una nuova teoria del lavoro la \u201crivolta animale\u201d pu\u00f2 avere una importante funzione simbolica e morale: conoscere la loro sofferenza e la loro ribellione pu\u00f2 stimolare il medesimo&nbsp;<em>bisogno<\/em>&nbsp;negli uomini che&nbsp;<em>soffrono<\/em>&nbsp;dello sfruttamento e dell\u2019alienazione. Ma questo&nbsp;<em>piano morale-sensoriale-sentimentale&nbsp;<\/em>resta&nbsp;<em>qualitativamente diverso<\/em>&nbsp;dalla dimensione&nbsp;<em>politica<\/em>. Come, infatti, si&nbsp;<em>organizza<\/em>&nbsp;una \u201crivolta animale\u201d? Non sarebbe tale&nbsp;<em>organizzazione&nbsp;<\/em>anch\u2019essa una imposizione contro cui l\u2019animale potrebbe fare resistenza? Perch\u00e9 mai l\u2019animale non dovrebbe ribellarsi anche al processo rivoluzionario che lo stimola alla rivolta e che lo riduce, ancora una volta, a&nbsp;<em>strumento umano&nbsp;<\/em>per&nbsp;<em>scopi umani<\/em>, per quanto, in un secondo momento, possano risultare positivi anche per il non-umano?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione politica primaria dell\u2019eco-marxismo resta, mi pare, come organizzare&nbsp;<em>gli umani<\/em>&nbsp;sulla base di una comune condizione di sfruttamento, per<em>&nbsp;<\/em>una rivoluzione&nbsp;<em>mediante cui solo&nbsp;<\/em>pu\u00f2 avvenire una liberazione animale<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn45\"><sup>[45]<\/sup><\/a>. In questo orizzonte di problemi, l\u2019unit\u00e0 internazionale&nbsp;<em>intra-<\/em>specifica per<em>&nbsp;<\/em>una lotta anti-imperialistica mi pare resti ancora la&nbsp;<em>priorit\u00e0<\/em>&nbsp;teorica e pratica dell\u2019eco-marxismo teorico e pratico anche nella fase del \u201cbiocapitalismo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sia chiaro: definire un piano di priorit\u00e0 strategiche rafforzerebbe, senza intaccarlo, il merito e la sfida profonda che, a mio modo di vedere, \u00e8 stata posta dall\u2019Eco-Marxismo e riproposta da Guillerme, ovvero restituire al marxismo quella dimensione&nbsp;<em>utopica<\/em>&nbsp;perduta dopo la fine della \u201cgrande narrazione\u201d produttivistica-prometeica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il comunismo, ammonivano Marx ed Engels, non \u00e8 \u00abun\u2019ideale al quale la realt\u00e0 dovr\u00e0 conformarsi\u00bb, ma \u00e8 un \u00abmovimento&nbsp;<em>reale<\/em>&nbsp;che abolisce lo stato di cose presente\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn46\"><sup>[46]<\/sup><\/a>. Ma questo movimento di liberazione non pu\u00f2 essere \u201cnaturale\u201d o meccanico, ma \u201cstorico\u201d e consapevole poich\u00e9 \u00e8 il movimento di un&nbsp;<em>soggetto&nbsp;<\/em>umano per un&nbsp;<em>progetto&nbsp;<\/em>di una societ\u00e0 qualitativamente diversa. La formazione di questo soggetto richiede una \u201cfredda\u201d analisi delle condizioni \u201coggettive\u201d che limitano l\u2019azione del soggetto politico e, insieme, di una \u201ccalda\u201d passione per l\u2019idea utopica, derivata dall\u2019analisi scientifica della realt\u00e0 sociale ma sempre eccedente la sua immediata realizzabilit\u00e0. Essa funziona da \u00abidea regolativa\u00bb<a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftn47\"><sup>[47]<\/sup><\/a><em>&nbsp;<\/em>per attivare i desideri degli sfruttati&nbsp;<em>oltre&nbsp;<\/em>i limiti dell\u2019aberrante cannibalismo del capitalismo,&nbsp;<em>verso<\/em>&nbsp;una societ\u00e0 che&nbsp;<em>rompa&nbsp;<\/em>il progresso nel continuum della dominazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>&nbsp;P. Guillibert,&nbsp;<em>Sfruttare i viventi<\/em>.&nbsp;<em>Un\u2019ecologia politica del lavoro&nbsp;<\/em>(2023), tr. it. Ombre Corte, Bologna 2025.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;M. Benegiamo, E. Leonardi,&nbsp;<em>Prefazione<\/em>, in P. Guillibert,&nbsp;<em>Sfruttare i viventi<\/em>, cit., pp. 9-10.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>&nbsp;Il Bel Paese non \u00e8 da meno in questa convergenza, come dimostra l\u2019attiva e fruttuosa solidariet\u00e0 dei giovani del&nbsp;<em>Fridays for future<\/em>&nbsp;con la campagna del Collettivo di Fabbrica GKN. Per un approfondimento, cfr. P. Imperatore, L. Leonardi,<em>&nbsp;L\u2019era della giustizia climatica. Prospettive politiche per una transizione ecologica dal basso<\/em>, Orthotes, Napoli-Salerno 2023, in part. pp. 129-147.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>&nbsp;Sull\u2019ambientalismo operaio, si vedano le ricerche di S. Barca, E. Leonardi,&nbsp;<em>Working-class ecology and union politics: a conceptual topology<\/em>, in \u00abGlobalizations\u00bb, 15, 2, 2018, pp. 1-17.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>&nbsp;P. Guillibert,&nbsp;<em>op. cit.<\/em>., p. 82 e pp. 101 ss.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>&nbsp;Per una sintesi delle origini e delle principali correnti contemporanee dell\u2019eco-marxismo, si veda il prezioso lavoro di J. Bergamo,&nbsp;<em>Marxismo ed ecologia. Origine e sviluppo di un dibattito globale<\/em>, Ombre Corte, Verona 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>&nbsp;A. Gorz,&nbsp;<em>Ecologia e libert\u00e0&nbsp;<\/em>(1977), tr. it. Orthotes, Napoli-Salerno 2015, p. 39.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>&nbsp;D. Paccino,&nbsp;<em>L\u2019imbroglio ecologico. L\u2019ideologia della natura<\/em>, Ombre Corte, Verona 2021, p. 23.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. F. Engels, K. Marx,&nbsp;<em>Ideologia tedesca&nbsp;<\/em>(1845), in Id.,&nbsp;<em>Opere complete<\/em>, vol. V (1845-1846), a cura di F. Codino, Editori Riuniti, Roma 1972, pp. 1-72.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>&nbsp;Per una sintesi riepilogativa, cfr. L. Pellizzoni (a cura di),&nbsp;<em>Introduzione all\u2019ecologia politica<\/em>, Il Mulino, Bologna 2023.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>&nbsp;A. Gorz,&nbsp;<em>Ecologia e libert\u00e0<\/em>, cit.,<em>&nbsp;<\/em>p. 43. Sul concetto marxiano di \u201cfrattura metabolica\u201d, cfr. i lavori di J.B. Foster, tra cui&nbsp;<em>Marx&#8217;s Theory of Metabolic Rift: Classical Foundations for Environmental Sociology<\/em>, in \u00abAmerican Journal of Sociology\u00bb, vol. 105, 2, 1999, pp. 366-405.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>&nbsp;Per una sintesi, A. Curcio (a cura di),&nbsp;<em>Introduzione ai femminismi. Genere, razza, classe, riproduzione: dal marxismo al queer<\/em>, DeriveApprodi, Roma 2023.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. S. Federici,&nbsp;<em>Calibano e la strega. Le donne, il corpo e l\u2019accumulazione originaria<\/em>, Mimesis, Milano 2020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr.&nbsp;A. Salleh,&nbsp;<em>Ecofeminism as politics. Nature, Marx and the post-Modern<\/em>, Zed, London 1997.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>&nbsp;N. Fraser,&nbsp;<em>Capitalismo Cannibale. Come il sistema sta divorando la democrazia, il nostro senso di comunit\u00e0 e il pianeta&nbsp;<\/em>(2022), tr. it. Laterza, Roma-Bari 2023.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. J. Moore,&nbsp;<em>Antropocene o capitalocene. Scenari di ecologia-mondo nell\u2019era della crisi planetaria&nbsp;<\/em>(2016), tr. it.&nbsp;&nbsp;Ombre Corte, Verona 2017.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. S. Barca,&nbsp;<em>Forces of reproduction. Notes for a Counter-Hegemonic Anthropocene<\/em>, Cambridge University Press, Cambridge 2020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. N. Shukin,&nbsp;<em>Capitale Animale. Biopolitica e rendering&nbsp;<\/em>(2009), tr. it. di B. Nogara Notarianni, Tamu, Napoli 2023.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref19\"><sup>[19]<\/sup><\/a>&nbsp;P. Guillerme,&nbsp;<em>Sfruttare i viventi<\/em>, cit., p. 50.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>Ibid.<\/em>, p. 78. Per un approfondimento, Cfr. M. Cooper,&nbsp;<em>Life as surplus: Biotechnology and capitalism in the Neoliberal Era<\/em>, University Washington Press, Seattle 2008.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>&nbsp;P. Guillerme,&nbsp;<em>Sfruttare i viventi<\/em>, cit., p. 77.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. E. Leonardi,&nbsp;<em>Lavoro, Natura, Valore. Andr\u00e9 Gorz tra marxismo e decrescita,&nbsp;<\/em>Orthotes, Napoli-Salerno 2017.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>&nbsp;P. Guillerme,&nbsp;<em>Sfruttare i viventi<\/em>, cit., p. 66.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref24\"><sup>[24]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. P. Singer,&nbsp;<em>Animal liberation. A new ethics for our treatment of animals<\/em>, Harper Collins, London-New York 1975.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref25\"><sup>[25]<\/sup><\/a>&nbsp;P. Guillerme,&nbsp;<em>Sfruttare i viventi<\/em>, cit., p. 63.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref26\"><sup>[26]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. G. Thunberg (a cura di),&nbsp;<em>The Climate Book<\/em>, Mondadori, Milano 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref27\"><sup>[27]<\/sup><\/a>&nbsp;P. Guillerme,&nbsp;<em>Sfruttare i viventi<\/em>, cit., pp. 92-100.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref28\"><sup>[28]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>Ibid.<\/em>, p. 103.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref29\"><sup>[29]<\/sup><\/a>&nbsp;K. Saito,&nbsp;<em>Marx in the Anthropocene. Towards the Idea of Degrowth Communism<\/em>, Cambridge University Press, Cambridge 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref30\"><sup>[30]<\/sup><\/a>&nbsp;P. Guillerme,&nbsp;<em>Sfruttare i viventi<\/em>, cit., pp. 101 ss.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref31\"><sup>[31]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>Ibid.<\/em>, p. 102.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref32\"><sup>[32]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. M. Neocleous,&nbsp;<em>the Universal Adversary<\/em>.&nbsp;<em>Security Capital and \u201cThe Enemies of All Man\u201d<\/em>, Routledge, Abingdon-Oxon-New York 2016.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref33\"><sup>[33]<\/sup><\/a>&nbsp;P. Guillerme,&nbsp;<em>Sfruttare i viventi<\/em>, cit., p. 102.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref34\"><sup>[34]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>Ibid.<\/em>, p. 78.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref35\"><sup>[35]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>Ibid.<\/em>, p. 118.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref36\"><sup>[36]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>Ibid.<\/em>, p. 116.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref37\"><sup>[37]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>Ibid.<\/em>, p. 117.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref38\"><sup>[38]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>Ibid.<\/em>, p. 118.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref39\"><sup>[39]<\/sup><\/a>&nbsp;In questo l\u2019autore risulta influenzato dal contesto francese, in particolare dalla critica althusseriana, e dalle critiche al paradigma \u201csostanzialista\u201d &#8211; \u00able sostanze formano&nbsp;<em>prima<\/em>, e indipendentemente&nbsp;<em>da<\/em>, eventi e campi di relazioni\u00bb<em>&nbsp;<\/em>&#8211; in favore di uno \u201crelazionale\u201d recentemente elaborata da J.W. Moore,&nbsp;<em>Antropocene o Capitalocene<\/em>, cit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref40\"><sup>[40]<\/sup><\/a>&nbsp;K. Marx,&nbsp;<em>Manoscritti economico-filosofici del 1844<\/em>, a cura di F. Landolfi e G. Sgr\u00f2, Orthotes, Napoli-Salerno 2018, p. 262.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref41\"><sup>[41]<\/sup><\/a>&nbsp;Proprio nei&nbsp;<em>Manoscritti<\/em>, in ivi, pp. 200-201, Marx ricorda che \u00abla creazione della&nbsp;<em>terra<\/em>&nbsp;ha ricevuto un duro colpo dalla&nbsp;<em>geognosia<\/em>, cio\u00e8 dalla scienza che ha presentato la formazione della terra, il suo divenire, come un processo, come un\u2019autogenerazione\u00bb. Sono noti, d\u2019altronde, gli entusiastici apprezzamenti di Marx ed Engels per la teoria evoluzionistica di Darwin o di Laplace sullo sviluppo del cosmo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref42\"><sup>[42]<\/sup><\/a>&nbsp;Quest\u2019unit\u00e0 di sviluppo produttivo e lotta di classe \u00e8, a mio parere, espressa nell\u2019affermazione dell\u2019<em>Ideologia tedesca&nbsp;<\/em>secondo cui \u00abla rivoluzione \u00e8 la locomotiva della storia\u00bb. Unilateralmente interpretata come prova di un meccanicismo deterministico, va invece intesa in maniera dialettica: la \u201clocomotiva\u201d, internazionalizzando produzione e commercio capitalistici, causa stravolgimenti tali da far sorgere un proletariato internazionale che internazionalizza la rivoluzione politica stessa, e solo questa \u201ctrasporta\u201d ad una&nbsp;<em>nuova&nbsp;<\/em>forma di produzione e societ\u00e0 post-capitalistica sulle basi del capitalismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref43\"><sup>[43]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. le critiche alla riduzione sociologica della natura da parte di Jason Moore formulate da John B. Foster,&nbsp;<em>Il Capitale<\/em>&nbsp;<em>di Marx e la Terra. Una critica ecologica dell\u2019economia-politica<\/em>, in M. Musto (a cura di),&nbsp;<em>Il&nbsp;<\/em>Capitale<em>&nbsp;alla prova dei tempi. Nove letture dell\u2019opera di Marx<\/em>, tr. it. Alegre, Roma 2022, pp. 319-342.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref44\"><sup>[44]<\/sup><\/a>&nbsp;H. Marcuse,&nbsp;<em>Ecologia e rivoluzione<\/em>, in \u00abScienza &amp; Filosofia\u00bb, 31, 2024, p. 275.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref45\"><sup>[45]<\/sup><\/a>&nbsp;Per una critica simile, si veda il lavoro di M. Maurizi,&nbsp;<em>Beyond Nature: Animal Liberation, Marxism, and Critical Theory<\/em>, Haymarket Books, Chicago 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref46\"><sup>[46]<\/sup><\/a>&nbsp;F. Engels, K. Marx,&nbsp;<em>op. cit.<\/em>., p. 33.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/16A68A85-E94B-480C-B1B0-8CDAAEAD0D15#_ftnref47\"><sup>[47]<\/sup><\/a>&nbsp;H. Marcuse,&nbsp;<em>Counterrevolution and revolt<\/em>, Beacon Press, Boston 1972, p. 68 (tr. it. mia).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1.&nbsp;Dall\u2019ambientalismo operaio al \u201ccomunismo dei viventi\u201d Scopo principale di&nbsp;Eploiter les vivants. Una \u00e9cologie politique du travail&nbsp;(2023) di Paul Guillibert, recentemente tradotto ed edito per Ombre Corte nella collana \u201cEcologiche\u201d[1], \u00e8 di elaborare una teoria di e sull\u2019ecologia politica che sia allo stesso tempo una pratica militante.&nbsp; Lo si percepisce&nbsp;fin dalle primissime battute. 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