{"id":2338,"date":"2026-07-24T15:03:21","date_gmt":"2026-07-24T13:03:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaefilosofia.com\/new\/?p=2338"},"modified":"2026-07-24T15:03:22","modified_gmt":"2026-07-24T13:03:22","slug":"filosofia-della-natura-e-della-scienza-i-fondamenti-ii-edizione-riveduta-e-ampliata-tomi-i-ii-aracne-roma-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaefilosofia.com\/new\/2026\/07\/24\/filosofia-della-natura-e-della-scienza-i-fondamenti-ii-edizione-riveduta-e-ampliata-tomi-i-ii-aracne-roma-2025\/","title":{"rendered":"FILOSOFIA DELLA NATURA E DELLA SCIENZA. I fondamenti [II Edizione riveduta e ampliata, Tomi I-II, Aracne, Roma 2025]"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 uscita per Aracne (2025) la II Edizione riveduta ed ampliata di&nbsp;<em>Filosofia della Natura e della Scienza<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn1\"><sup><strong><sup>[1]<\/sup><\/strong><\/sup><\/a><\/em>, di Gianfranco Basti (1954). Un\u2019opera monumentale (902 pp.) che amplia e approfondisce la prima edizione (LUP 2002) al netto di quarant\u2019anni di studio, ricerca e insegnamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tale lavoro \u00e8 concepito storiograficamente<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>,&nbsp;&nbsp;dall\u2019autore, come un compito \u201cda III millennio\u201d. Tale compito\/missione culturale della contemporaneit\u00e0&nbsp;&nbsp;consisterebbe nell\u2019elaborazione di una&nbsp;<em>sintesi costruttiva<\/em>&nbsp;dei principali risultati delle \u201cere\u201d precedenti la storia del pensiero (l\u2019antichit\u00e0, la modernit\u00e0, la post-modernit\u00e0<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>), auspicando quindi un superamento delle varie contrapposizioni (soprattutto ideologiche, oltre che metodologiche) tra le scienze naturali, le scienze simbolico-matematiche, la metafisica e la teologia \u2013 contrapposizioni \u201cvecchie\u201d che sopravvivono ancor oggi in tanti manuali e testi divulgativi dell\u2019una e dell\u2019altra disciplina. Come a dire: certi risultati, certe acquisizioni condivise e di dominio pubblico, non si possono negare o misconoscere dalle varie scienze o branche di esse (cos\u00ec, ad esempio: la svolta linguistica in filosofia, le grandi teorie sulla materia della fisica del \u2018900, le impalcature concettuali medievali in analogia con i sistemi formali assiomatici, il ruolo della dinamica cerebrale, etc..). L\u2019autore, in quanto fautore di questa&nbsp;<em>sintesi<\/em>, non solo retoricamente la auspica, ma propone un effettivo \u201cponte\u201d di raccordo tra questi ambiti di conoscenza, presentato e sviscerato, nel Volume, nelle sue applicazioni fondamentali. L\u2019orizzonte di fondo del lavoro \u00e8 infatti quello della&nbsp;<em>Formal Philosophy<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn4\"><sup><strong><sup>[4]<\/sup><\/strong><\/sup><\/a><\/em>, ossia dell\u2019utilizzo del simbolismo assiomatico-deduttivo rigoroso anche per l\u2019argomentazione filosofica, che richiede non pi\u00f9 e solo quello di matrice&nbsp;<em>estensionale<\/em>delle scienze matematiche pure ed applicate, ma quello definito&nbsp;<em>intensionale<\/em>, soprattutto modale, tipico dei ragionamenti ontologico-metafisici. Il tutto entro un metalinguaggio potente ed espressivo come quello della&nbsp;<em>Category Theory&nbsp;<\/em>(TC), che, come diremo tra poco, consente di \u00abfondare in maniera rigorosa il&nbsp;<em>realismo<\/em>&nbsp;in ontologia e in epistemologia, e perci\u00f2 in Filosofia della Natura e in Filosofia della Scienza, formalizzate nella TC, come rispettivamente&nbsp;<em>ontologia formale&nbsp;<\/em>ed&nbsp;<em>epistemologia formale&nbsp;<\/em>delle scienze naturali\u00bb (p. 8).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo dunque subito al cuore della proposta teorica del Volume in esame, che potremmo sintetizzare con la seguente espressione: un Realismo Strutturale (Ontico ed Epistemico) basato ed espresso, formalmente, nella Teoria delle Categorie (TC). Prima di spiegarlo in maniera pi\u00f9 chiara possibile, parola per parola, precisiamo dunque il contesto entro cui si colloca. Anzitutto quello del&nbsp;<em>realismo<\/em>&nbsp;nelle scienze e in filosofia delle scienze. Non un realismo dogmatico o anacronistico (fondato su autorit\u00e0 di testo o autoriali antiche \u2013 non avrebbe senso oggi questa posizione di principio. Come Basti precisa, citando A. N. Whitehead, un filosofo oggi non pu\u00f2 che essere un \u00abfilosofo&nbsp;<em>nella&nbsp;<\/em>scienza\u00bb (p. 776), piuttosto che&nbsp;<em>della&nbsp;<\/em>scienza; per dire che il punto di partenza epistemologico sono i risultati e gli strumenti condivisi dalla comunit\u00e0 scientifica mondiale, non le \u00abconvinzioni personali etico-metafisiche\u00bb (p. 413); n\u00e9 un realismo ingenuo o del senso comune ma un discorso dal tenore&nbsp;<em>trascendentale<\/em>, perch\u00e9 riguardante la struttura logica del reale (e del pensiero che lo pensa), in una relazione di&nbsp;<em>morfismo<\/em>&nbsp;\u2013 la vecchia&nbsp;<em>analogia<\/em>&nbsp;\u2013 potente ed efficace nella descrizione.&nbsp;&nbsp;E dunque, appunto, un contemporaneo&nbsp;<em>Realismo strutturale<\/em>, sulla scia di quello portato avanti da James Ladyman (Universit\u00e0 di Bristol), ossia nella sua versione \u201contica\u201d (la cui sigla \u201cRSO\u201d: la scienza non ci dice necessariamente cosa sono le cose; piuttosto come sono strutturate le relazioni tra di esse; relazioni che sono \u201cpi\u00f9 fondamentali\u201d di presunti oggetti indipendenti e separati).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo che stiamo prendendo in esame sviluppa questo approccio entro la&nbsp;<em>Category Theory<\/em>&nbsp;\u2013 e questo \u00e8 certamente una sua nota di originalit\u00e0, almeno in Italia. Tale disciplina, che nasce nella matematica astratta ed \u00e8 assiomatizzata in maniera definitiva nei testi di Mac Lane (1998) e Awodey (2010)<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>, viene presentata come il nuovo \u00ab<em>organon<\/em>&nbsp;logico\u00bb (p. 275) della Filosofia formale contemporanea, ossia il nuovo metalinguaggio da utilizzare per la teoria dei fondamenti \u201cal posto\u201d della pu\u00f2 nota, longeva e usuale Teoria degli insiemi (TI). La TC, infatti, esplicita un diverso atteggiamento teoretico: in essa la \u201cfondazione categoriale\u201d ha a che fare pi\u00f9 con un \u201ccostruire ponti\u201d (<em>bridge-building<\/em>) che con un \u201ccostruire-fondamenti\u201d (<em>foundation-building<\/em>). Tale punto di vista consiste, in prima approssimazione, nell\u2019enfatizzare \u00abla forma rispetto al contenuto, le descrizioni sulle costruzioni, la specificazione delle assunzioni sui fondamenti deduttivi, la caratterizzazione delle propriet\u00e0 essenziali sulla costituzione di oggetti che hanno queste propriet\u00e0\u00bb (p. 348).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altri termini, si tratta di sostituire un approccio puntuale, sostanzialistico, estensionale ed \u201cinfinitistico\u201d (ossia che presuppone l\u2019assunzione previa di domini di oggetti largamente estesi), con un approccio strutturale e schematico che non richiede quanti e quali oggetti (e classi o insiemi) determinare in anticipo, e dunque che consente di lavorare nettamente su domini&nbsp;<em>locali<\/em>. \u00abLa componente \u201cschematica\u201d nei teoremi, nelle definizioni ed addirittura nelle prove matematiche non viene catturata trattando gli oggetti indeterminati coinvolti come variabili universalmente quantificate, poich\u00e9 la quantificazione richiede un domino fissato a cui l\u2019ambito di variabilit\u00e0 viene ristretto\u00bb (<em>ibid.<\/em>)<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nozione di&nbsp;<em>struttura<\/em>&nbsp;in TC non suppone quella di&nbsp;<em>relazione<\/em>&nbsp;(come in TI), perch\u00e9 essa pu\u00f2 essere costruita senza chiedersi quali oggetti debbono \u201csoddisfarla\u201d. Perci\u00f2 la nozione di \u201cmorfismo\u201d (dal greco&nbsp;<em>morph\u00e9<\/em>) o \u201cfreccia\u201d (<em>arrow<\/em>) non suppone un dominio-codominio di oggetti predefiniti. Essa designa una specie di<em>&nbsp;mappa<\/em>&nbsp;o operazione, sotto cui sussumere le pi\u00f9 tradizionali nozioni di oggetto, relazione, connessione, propriet\u00e0, operazione. Un\u2019ultima preziosa sottolineatura da enfatizzare, secondo Basti, riguarda il metodo ipotetico-deduttivo: esso pu\u00f2 superare, in TC, l\u2019accusa di&nbsp;<em>ipoteticismo<\/em>. Infatti, l\u2019argomento mosso \u00abcontro il metodo ipotetico-deduttivo \u00e8 che esso abbia a che fare con relazioni di relazioni di\u2026 e in questo modo esso rende tutti i teoremi ipotetici; non possono essere mai di fatto conosciuti, perch\u00e9 le condizioni antecedenti rimarranno sempre in dubbio [\u2026]. Viceversa, secondo il \u201cformalismo&nbsp;<em>agile<\/em>&nbsp;della TC\u201d [\u2026] le definizioni assiomatiche servono a specificare l\u2019ambito (<em>range<\/em>) di applicazione degli enunciati susseguenti [\u2026]. La verit\u00e0 dell\u2019enunciato conseguente non dipende da alcune sconosciute e inconoscibili condizioni antecedenti; piuttosto esso si applica solo a quei casi rigorosamente specificati dalla descrizione antecedente. \u201cCasi\u201d che, per\u00f2, possono abbracciare&nbsp;<em>uniformemente<\/em>&nbsp;domini di quantificazione universale distinti, le cui identit\u00e0 strutturali (omomorfismi fino all\u2019isomorfismo) non potrebbero essere rilevate se non attraverso lo&nbsp;<em>strutturalismo categoriale<\/em>\u00bb (p. 349).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La TC si configura, dunque, come un&nbsp;<em>metalinguaggio universale assiomatico&nbsp;<\/em>per le scienze matematiche, logiche, informatiche e filosofiche in modo significativamente pi\u00f9 generale di quello costituito dalla TI. Grazie ad essa si possono individuare, infatti,&nbsp;<em>identit\u00e0 strutturali&nbsp;<\/em>fra teorie (p. es., scientifiche e filosofiche) appartenenti a categorie logico-predicative diverse, definite cio\u00e8 fra domini (modelli) di oggetti distinti (p. es., quelle fra&nbsp;<em>propriet\u00e0 naturali&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>predicati logici&nbsp;<\/em>fondamentali in una Filosofia della Natura e della Scienza su basi realiste) non individuabili e formalizzabili altrimenti. \u00abIn questo senso, dunque, la TC costituisce una teoria&nbsp;<em>ante-predicativa&nbsp;<\/em>delle categorie, realizzando formalmente e rigorosamente l\u2019intuizione di Peirce che la ricercava nell\u2019algebra delle relazioni. Ma, pi\u00f9 radicalmente restituisce il cuore logico-formale della teoria aristotelico-tomista della&nbsp;<em>adaequatio&nbsp;<\/em>o&nbsp;<em>conformitas&nbsp;<\/em>(omomorfismo) fra le&nbsp;<em>strutture logiche&nbsp;<\/em>della proposizione e la&nbsp;<em>struttura fisica&nbsp;<\/em>dell\u2019oggetto reale (<em>res<\/em>) cui la proposizione si riferisce per essere&nbsp;<em>provata vera localmente&nbsp;<\/em>e non&nbsp;<em>assolutamente<\/em>, senza inutili riferimenti alla coscienza empirica dell\u2019osservatore<em>&nbsp;<\/em>umano come \u00e8 stato fatto nella modernit\u00e0\u00bb (p. 351).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso, ancora il&nbsp;<em>realismo&nbsp;<\/em>di tale impostazione. Un realismo non presupposto ma costruito\/mostrato tramite&nbsp;<em>analogia di strutture<\/em>&nbsp;tra diverse dimensioni del reale (mondo-linguaggio; mondo-pensiero; pensiero-linguaggio), in domini locali di discorso. Un realismo anzitutto&nbsp;<em>naturale<\/em>&nbsp;che consente una predicazione per&nbsp;<em>generi naturali&nbsp;<\/em>su base causale<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>&nbsp;\u2013 i predicati vengono costruiti induttivamente \u2013 che si articola in&nbsp;<em>Strutturale Ontico<\/em>&nbsp;(le&nbsp;<em>strutture di morfismi<\/em>&nbsp;come metalogica della fondazione degli oggetti e delle loro relazioni) e&nbsp;<em>Strutturale Epistemico<\/em>&nbsp;(appunto le&nbsp;<em>strutture di relazioni&nbsp;<\/em>alla base della formulazione delle leggi)<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per sintetizzare in un\u2019unica formula il nucleo di questa particolare versione del RSO (e del RSE) e per evidenziare che si tratta di una formalizzazione del realismo naturale aristotelico-tomista (prospettiva ermeneutica propria di Basti, da cui egli reinterpreta il Realismo strutturale), ecco una esplicitazione efficace (cfr. pp. 531-534). Si consideri la formula: \u00abnecessariamente (in una determinata partizione spazio-temporale dell\u2019universo): \u201ci cavalli sono equini se e solo se il genere degli equini ammette la specie dei cavalli\u201d\u00bb, ovvero, in simboli:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"268\" height=\"53\" src=\"https:\/\/www.scienzaefilosofia.com\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2339\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa significa?<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la formula [\ud835\udf11] fra parentesi quadre \u00e8 la formula logica (algebra booleana) di appartenenza \u2208 di una sotto-classe (cavalli) alla classe degli equini;\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>\u27e6\ud835\udf11\u27e7 \u00e8 la formula fisica (coalgebrica<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>) di co-appartenenza o appartenenza inversa (<em>converse membership<\/em>) \u220b della specie dei cavalli al genere dei mammiferi (ovvero, tradotta in linguaggio ordinario: \u201cil genere dei mammiferi ammette (\u220b) la specie dei cavalli\u201d, come tante altre specie equine).\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li><img decoding=\"async\" width=\"48\" height=\"30\" src=\"blob:https:\/\/www.scienzaefilosofia.com\/0185496a-8459-4bf5-b366-0b729869d190\" alt=\"Immagine che contiene testo, schermata, software, numero\n\nIl contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.\">\u220b: il simbolo della coappartenenza nel senso della\u00a0<em>converse membership<\/em>\u00a0sta ad indicare che non si pu\u00f2 parlare di \u201cinclusioni\u201d fra generi e specie (in alberi di strutture di Kripke su insiemi\u00a0<em>non ben fondati<\/em>). In questo senso, il genere \u201cammette\u201d \u220b, non \u201cinclude\u201d \u2288, diverse specie (come i diversi e indipendenti \u201cpercorsi di svolgimento\u201d generi-specie evidenziano, esattamente come accade con i distinti rami di un albero genealogico).<\/li>\n\n\n\n<li>[\ud835\udf11] \u00e8 validata per un\u00a0<em>morfismo funtoriale limitato<\/em>\u00a0dalla formula fisica \u27e6\ud835\udf11\u27e7 (senza specificare il tipo di funtore, denotato con un generico \u03a9, ci\u00f2 che conta \u00e8 che sia controvariante, cio\u00e8 \u03a9\/\u03a9\u2217), ossia la legge logica di appartenenza\/inclusione \u00e8 una \u201ccontroparte\u201d duale del rapporto naturale di causazione genere-specie, e da questo fondata.\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019operatore di necessit\u00e0 indicizzato per \u2200\ud835\udc5b \u2265 \ud835\udc5a significa che stiamo parlando di una verit\u00e0 locale. Nel senso che, p. es., \u00ab\u201cnecessariamente\u201d da quando \u00e8 apparso il\u00a0<em>genere\u00a0<\/em>degli equini (<em>equus<\/em>) in un dato stato \ud835\udc5a del mondo (biologico)\u201d e per\u00a0<em>tutti\u00a0<\/em>gli stati del mondo (\ud835\udc5a +1, \ud835\udc5a + 2, \ud835\udc5a + 3,\u2026, \ud835\udc5b) fino all\u2019attuale \ud835\udc5b, causalmente accessibili da \ud835\udc5a<em>,\u00a0<\/em>durante i quali sono venute all\u2019esistenza diverse\u00a0<em>specie\u00a0<\/em>di equini (cavalli, zebre, asini,\u2026) \u00e8 giustificato\u00a0<em>logicamente\u00a0<\/em>e\u00a0<em>ontologicamente\u00a0<\/em>usare il predicato \u201cessere equino\u201d in proposizioni che avranno una delle singole specie come soggetto, p. es., come nella proposizione \ud835\udc5d : \u201c<em>necessariamente (in una data partizione degli stati dell\u2019universo fino all\u2019attuale)\u00a0<\/em>i cavalli sono equini\u201d\u00bb (p. 529).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie al macro-frame della TC, la struttura algebrica delle leggi logiche (e dunque delle leggi proposizionali in cui diciamo verit\u00e0 sul mondo) \u00e8&nbsp;<em>duale<\/em>&nbsp;\u2013 omomorfica \u2013 alla struttura del reale e da questo indotta, non per un iso-morfismo metafisico presupposto (l\u2019armonia prestabilita o un corrispondentismo stretto del tipo del&nbsp;<em>Tractatus<\/em>&nbsp;wittgensteniano) o solo auspicato (un certo fideismo nelle assunzioni di partenza, o in una autocoscienza sintetica meta-individuale della filosofia naturale e della scienza moderna), ma appunto per una analogia di struttura, che nell\u2019impianto metafisico dell\u2019<em>essere come atto&nbsp;<\/em>(di Tommaso d\u2019Aquino<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>) significa: a) l\u2019essere agisce (\u00e8 atto); b) l\u2019essere si articola in molti modi tra loro localmente analoghi e realmente diversi; c) l\u2019essere si dice in questi modi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per dirla ancora in altri termini: in questa Filosofia della Natura \u00e8 possibile giustificare un\u2019ontologia formale del&nbsp;<em>Realismo Strutturale Ontico<\/em>&nbsp;basato sul morfismo duale fra strutture causali in fisica, e strutture logiche nei linguaggi che le descrivono. Ci\u00f2 vuol dire che la necessitazione fisica dall\u2019effetto alla causa (p. es., nel \u201ccono di luce\u201d del principio di causalit\u00e0 in Fisica Fondamentale) fonda la verit\u00e0 (locale) della necessitazione logica dalla premessa alla conseguenza (che denotano dualmente \u2014 invertendo l\u2019ordine \u2014 la causa e l\u2019effetto fisico nel linguaggio descrittivo dell\u2019ontologia). Di qui la possibilit\u00e0 di giustificare anche un\u2019epistemologia formale del&nbsp;<em>Realismo Strutturale Epistemico<\/em>&nbsp;in Filosofia della Scienza che, sulla base della precedente ontologia, risolve il problema che ha afflitto l\u2019epistemologia moderna da Galilei a Popper a Quine: la fondazione della verit\u00e0 delle ipotesi nel metodo ipotetico-deduttivo della scienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A proposito di \u201cFisica Fondamentale\u201d, altro fattore di contemporaneit\u00e0 del lavoro in esame \u00e8 la notevole importanza che si d\u00e0 alla&nbsp;<em>Teoria Quantistica dei Campi&nbsp;<\/em>(QFT) sia in rapporto alla fisica microscopica delle particelle elementari (Modello Standard), sia alla fisica mesoscopica della materia condensata e dei sistemi complessi chimici, biologici e neurali; sia, in prospettiva \u2013 una volta quantizzato il campo gravitazionale (gravitazione quantistica) \u2013, per la fisica megaloscopica dell\u2019universo e della sua evoluzione. In QFT \u00e8 il&nbsp;<em>vuoto quantistico<\/em>&nbsp;a svolgere un ruolo decisivo, ruolo che la filosofia della natura aristotelico-tomista assegna alla cosiddetta&nbsp;<em>materia prima<\/em>, ossia ad un sostrato potenziale comune e soggiacente a tutti gi enti, da cui il divenire della natura&nbsp;<em>educe<\/em>&nbsp;forme \u2013 organizzazioni di materia particolare (p. es. le coppie di particella\/anti-particella nel microscopico) \u2013 secondo la logica della&nbsp;<em>rottura spontanea di simmetria<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn11\"><sup><strong><sup>[11]<\/sup><\/strong><\/sup><\/a>.<\/em>&nbsp;Rottura spontanea di simmetria \u2013 con relativi gradi di libert\u00e0 dei sistemi \u2013 che \u00e8 alla base non solo dei fenomeni fisici naturali \u201cesterni\u201d al soggetto epistemico, ma anche delle dinamiche cerebrali dell\u2019essere umano, da cui, quindi, una profondissima connessione \u201cnaturale\u201d tra dimensione cognitiva e struttura della realt\u00e0. Se il cervello \u201cfunziona\u201d secondo le regole della QFT, vi sar\u00e0 una base naturalistica all\u2019emergenza del pensiero e del linguaggio che ne parla<a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per concludere questa limitatissima presentazione, specifichiamo che quelle poste da Basti sono non tanto delle \u201cconclusioni\u201d quanto delle \u201cbasi\u201d da cui ripartire, per condurre altrettanti approfondimenti, verifiche, implementi e correlazioni\u2026 da parte di tutti i settori disciplinari che il nostro coinvolge nella sua opera. L\u2019approccio \u00e8 infatti multidisciplinare e dunque richiede lavoro di equipe, dialogo tra specializzazioni e competenze diverse che non possono pi\u00f9 correre isolate e senza interazioni. \u00abDa una parte questo significa che c\u2019\u00e8 bisogno di inserire in senso multidisciplinare l\u2019insegnamento filosofico in quello scientifico a livello accademico, d\u2019altra parte \u00e8 ancor pi\u00f9 vero anche l\u2019esatto opposto: l\u2019insegnamento di alcune materie scientifiche \u2013 almeno al loro livello fondamentale \u2013 va inserito sistematicamente nei curricula multidisciplinari dei filosofi per renderli protagonisti del dialogo fattivo con i colleghi scienziati, in vista del bene comune. In una parola, mai come oggi l\u2019opposizione moderna (hegeliana) delle \u201cdue culture\u201d, ovvero l\u2019opposizione fra&nbsp;<em>cultura umanista&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>cultura scientifica, cultura tecnica&nbsp;<\/em>inclusa, va superata senza riduzionismi reciproci, per il bene stesso dell\u2019umanit\u00e0\u00bb (p. 17).<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>&nbsp;La specifica \u2018<em>I fondamenti\u2019&nbsp;<\/em>dopo il Titolo preannuncia un Secondo Volume \u2013 \u201cmesso in cantiere\u201d da parte dell\u2019autore \u2013 dal sottotitolo:&nbsp;<em>Scienze fisiche, biologiche e cognitive&nbsp;<\/em>che affronter\u00e0 al dettaglio metodo, ontologia e risultati di alcune scienze particolari, alla luce dei principi logici e metafisici esposte in questo Primo Volume.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr.&nbsp;&nbsp;G. Basti,&nbsp;<em>The Post\u2010Modern Transcendental of Language in Science and Philosophy<\/em>, in Z. Delic (ed.),&nbsp;<em>Epistemology and<\/em><em>&nbsp;Transformation of Knowledge in Global Age,&nbsp;<\/em>InTech, London 2017, pp. 35-62.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>&nbsp;Si rif\u00e0, storiograficamente, alla ricostruzione di J. Deely,&nbsp;<em>Four Ages of Understanding. The First Postmodern Survey of Philosophy from Ancient Times to the Turn of the Twenty-First Century<\/em>, Toronto University Press, Toronto 2011.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>&nbsp;Che questo sia l\u2019orientamento internazionale della filosofia, lo dimostrano molte pubblicazioni importanti recenti. Cfr. ad esempio S. O. Hansson, V. F Hendricks (Eds.),<em>&nbsp;Introduction to Formal Philosophy<\/em>, Springer 2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>&nbsp;<a>S. Mac Lane,&nbsp;<em>Categories for the Working Mathematician,<\/em>&nbsp;Springer, Berlin-New York 1998<sup>2<\/sup>; S. Awodey,&nbsp;<em>Category Theory<\/em>, Oxford UP, Oxford 2010<sup>2<\/sup>.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>&nbsp;\u00abDi qui il carattere strettamente&nbsp;<em>locale<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>relativo<\/em>&nbsp;delle dimostrazioni diagrammatiche di consistenza e verit\u00e0 attraverso la TC\u00bb (p. 350).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>&nbsp;Qui il debito di Basti all\u2019ontologia formale di N. B. Cocchiarella (cfr. N.B. Cocchiarella,&nbsp;&nbsp;<em>Formal Ontology and Conceptual Realism<\/em>, Springer Verlag Berlin-New York 2007), seppur superata nel suo limite \u201cconcettualista\u201d e dunque, ancora, una volta, senza un \u201caggancio\u201d al reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>&nbsp;La terminologia \u00e8 contemporanea ed esprime una importante versione di come intendere il&nbsp;<em>realismo scientifico<\/em>&nbsp;oggi (cfr. J. Ladyman,&nbsp;<em>Structural Realism.&nbsp;<\/em>In&nbsp;<em>The Stanford Encyclopedia of Philosophy<\/em>&nbsp;(Summer 2023 Edition). Basti parla di un \u00abriallineamento categoriale\u00bb fra lo RSO e lo RSE in Fisica Fondamentale, come presupposto metalogico e metamatematico alla ricerca di una risposta al problema del come far s\u00ec che \u00ab\u201cil meccanismo\u201d che d\u00e0 origine alla struttura causale delle relazioni spaziotemporali fra oggetti fisici, \u201cpossa dire qualcosa\u201d, possibilmente di definitivo, sulle \u201corigini causali fisiche delle stesse leggi fisiche\u201d, ovvero sull\u2019origine della struttura delle relazioni logico-matematiche fra oggetti fisici, le cosiddette leggi matematiche della fisica che regolano l\u2019universo nel suo evolversi\u00bb (p. 772).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>&nbsp;Se, in generale, l\u2019algebra \u00e8 la scienza simbolica in cui si riconsidera, modernamente, la matematica come scienza delle relazioni, la co-algebra \u00e8 l\u2019algebra&nbsp;<em>duale<\/em>, ossia costruita commutativamente invertendo i versi delle frecce dei diagrammi (degli assiomi) che la definiscono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>&nbsp;\u00c8 un fatto noto la riscoperta di Tommaso d\u2019Aquino nel \u2018900, oltre le varie interpretazioni \u201cdi scuola\u201d. Una riscoperta che ha valicato il ritorno alle fonti e l\u2019esegesi puntuale dei testi, per abbracciare vari settori disciplinari filosofici e non: la metafisica\/ontologia, la filosofia del diritto, l\u2019antropologia, l\u2019etica\u2026 Il progetto specifico di Basti ha come mira, tra le altre cose, la formalizzazione dell\u2019impianto metafisico della&nbsp;<em>partecipazione all\u2019essere come atto<\/em>&nbsp;(secondo l\u2019autorevole interpretazione di Cornelio Fabro) nei termini rigorosi del formalismo contemporaneo. Questo consentirebbe a tale modello teorico (e a tutte le altre metafisiche che volessero usufruire di una adeguata analisi logica) di entrare in dialogo con le altre scienze basate sul formalismo, per: condividere confrontare, vicendevolmente \u201cspiegare\u201d, i propri risultati e le proprie prospettive. Come dicevamo, un progetto sintetico \u201cda III millennio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>&nbsp;Cfr. M. Blasone, P. Jizba, G. Vitiello,&nbsp;<em>Quantum field theory and its macroscopic manifestations. Boson condensation, ordered patterns and topological defects,&nbsp;<\/em>Imperial College Press, London 2011. Basti lavora da tanti anni in sinergia con Giuseppe Vitiello, Ordinario di Fisica Teorica all\u2019Universit\u00e0 di Salerno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"applewebdata:\/\/F6959670-C160-478D-A2B9-6A4420C4A9C5#_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>&nbsp;Su questo, ad es. cfr. G. Basti, A. Capolupo, G. Vitiello,&nbsp;<em>The doubling of the Degrees of Freedom in Quantum Dissipative Systems, and the Semantic Information Notion and Measure in Biosemiotics<\/em>, in \u00abProceedings\u00bb, 47, 69, 2010, pp. 1-7.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 uscita per Aracne (2025) la II Edizione riveduta ed ampliata di&nbsp;Filosofia della Natura e della Scienza[1], di Gianfranco Basti (1954). Un\u2019opera monumentale (902 pp.) che amplia e approfondisce la prima edizione (LUP 2002) al netto di quarant\u2019anni di studio, ricerca e insegnamento. Tale lavoro \u00e8 concepito storiograficamente[2],&nbsp;&nbsp;dall\u2019autore, come un compito \u201cda III millennio\u201d. 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