{"id":2222,"date":"2026-07-20T16:30:56","date_gmt":"2026-07-20T14:30:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzaefilosofia.com\/new\/?p=2222"},"modified":"2026-07-20T16:35:33","modified_gmt":"2026-07-20T14:35:33","slug":"manifesto-per-una-tecnoscienza-crip","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzaefilosofia.com\/new\/2026\/07\/20\/manifesto-per-una-tecnoscienza-crip\/","title":{"rendered":"MANIFESTO PER UNA TECNOSCIENZA CRIP"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. <em>Introduzione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come persone disabili impegnate nelle comunit\u00e0, nell\u2019attivismo e nella teoria disabile, le nostre esperienze e storie collettive ci hanno insegnato che siamo agenti con un effetto sulla costruzione e distruzione di mondi, verso relazioni sociali pi\u00f9 giuste. Tuttavia, sui terreni della giustizia sociale e del fare-mondo c\u2019\u00e8 frizione; le tecnologie, architetture e infrastrutture sono spesso progettate e implementate senza aderire alla disabilit\u00e0 come differenza che conta. Questo manifesto richiama l\u2019attenzione sul lavoro potente, disordinato, non-innocente, contraddittorio eppure cruciale di quella che chiamiamo \u201ctecnoscienza crip\u201d: pratiche di critica, alterazione e reinvenzione del nostro mondo material-discorsivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le persone disabili sono esperte e progettatrici nella vita quotidiana. Ma incanaliamo la tecnoscienza anche nell\u2019azione politica, rifiutando di assecondare richieste di cura, di aggiustamento o di eliminazione della disabilit\u00e0. Ponendo attenzione ai meccanismi intersezionali di potere e privilegio, ci agitiamo contro l\u2019indipendenza e la produttivit\u00e0 come requisiti per esistere. Basandoci su lavori precedenti che definiscono la tecnoscienza crip come attivismo di progettazione [<em>design activism<\/em>] politicizzato, articoliamo quattro impegni politici della tecnoscienza crip<em> <\/em>come campo di attivismo, pratiche e teoria critiche. Con un simile inquadramento della tecnoscienza crip, seguiamo gli studi di tecnoscienza femminista descrivendo sia un reame di pratiche che il campo di conoscenza che ne emerge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza crip intreccia due concetti provocatori: \u201ccrip\u201d<em> <\/em>[abbreviazione inglese di \u201c<em>crippled<\/em>\u201d, cio\u00e8 storpia, N.d.T.], la posizione anti-assimilazionista e non-conforme secondo cui la disabilit\u00e0 \u00e8 una parte desiderabile del mondo; e \u2018tecnoscienza\u2019, la co-produzione di scienza, tecnologia e vita politica. La teoria crip pone la disabilit\u00e0 al centro come luogo di resistenza contro l\u2019imperativo all\u2019abilit\u00e0 [<em>compulsory ablebodiedness<\/em>] e il nazionalismo abilista [<em>ablenationalism<\/em>], mobilitandosi contro l\u2019assimilazione liberale e le pratiche di inclusione, marcando la disabilit\u00e0 come una pratica relazionale creativa e desiderabilmente generativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vogliamo avvicinare la teoria crip e la tecnoscienza femminista, esplorare le loro frizioni generative. Per certi aspetti, il campo degli studi disabili \u00e8 stato intrecciato agli studi di scienza&amp;tecnologia (STS) \u2013 e in particolare agli studi femministi di scienza&amp;tecnologia \u2013 dalle sue origini, specialmente attraverso le sue critiche della biomedicina e del militarismo, e nel suo abbracciare le epistemologie situate. Nel nominare la tecnoscienza crip, invochiamo lunghe storie di prassi collaborative femministe, queer, antirazziste e disabili, come in progetti di tecnoscienza che ingaggiano il Design Universale, l\u2019ingegneria sensoriale, la giustizia riproduttiva o l\u2019attivismo HIV\/AIDS. Tuttavia, finora le studiose crip hanno avuto un coinvolgimento limitato con il concetto <em>critico <\/em>di tecnoscienza, in particolare rispetto al suo uso negli STS femministi, dove sta a significare l\u2019intreccio produttivo e non-innocente delle conoscenze scientifiche con la fabbricazione tecnologica. Questo coinvolgimento limitato ha dato luogo a una posizione astorica secondo cui scienza, tecnologia e medicina sono maledizioni per un fare-mondo crip, posizione che ignora le appropriazioni attuali e creative delle persone disabili, che disegnano traiettorie aperte di scienza, tecnologia e medicina, soprattutto sotto forma di atti di protesta e \u201cattivismo epistemico\u201d. La tecnoscienza crip<em> <\/em>perci\u00f2 propone il concetto di \u201cscienza<em> <\/em>crip\u201d<em> <\/em>di Leah Lakshmi Piepzna-Samarasinha per sottolineare le abilit\u00e0, la saggezza e le risorse, gli hack delle persone disabili per navigare e alterare mondi inaccessibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spingendo per la tecnoscienza crip come campo di ricerca e pratica di un saper-fare critico, invochiamo pratiche frizionali di produzione di accesso, riconoscendo che scienza e tecnologia possono essere usate sia per produrre che per smantellare l\u2019ingiustizia. Come campo di studi, la tecnoscienza crip parte dalle politiche femministe della \u201cnon-innocenza\u201d tecnoscientifica, riconoscendo che molte delle tecnologie che hanno permesso a persone disabili di avere accesso al mondo sociale sono state prodotte attraverso ricerca e sviluppo militare-industriale, relazioni imperiali e coloniali, distruzione ecologica; tutti aspetti che contribuiscono alla debilitazione iniqua della vita umana e non-umana. Ciononostante, ribattiamo che la tecnoscienza pu\u00f2 essere uno strumento trasformativo per la giustizia disabile<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contrapponiamo la tecnoscienza crip alla \u201ctecnoscienza disabile\u201d in quanto campo di relazioni &amp; pratiche di competenza tradizionali, preoccupate dalla progettazione <em>per<\/em> le persone disabili invece che <em>con <\/em>o <em>da parte di<\/em> persone disabili. Nella tecnoscienza disabile mainstream, tali aggiustamenti sono intesi come prodotti, servizi per le povere persone disabili (supposte tali, in ultima sede depoliticizzate).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza disabile posiziona le forme di potenziamento [<em>enhancement<\/em>] e la capacitazione [<em>capacitation<\/em>] come passi progressisti verso il superamento della disabilit\u00e0. Le \u201chackathon\u201d promosse dalle organizzazioni di beneficenza incarnano l\u2019innovazione fine a s\u00e9 stessa, e definiscono la disabilit\u00e0 come un problema per cui si cerca una soluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le persone disabili sono spesso trattate come mere clienti o utilizzatrici. Per esempio, l\u2019organizzazione Tikkun Olam Makers (TOM) descrive le persone disabili come \u00abconoscitrici di bisogni\u00bb, mentre le persone non disabili che sono designer e ingegnere sono \u00abesperte di soluzioni\u00bb. Insistere sul termine \u00abbisogni speciali\u00bb, che associa le persone disabili a interessi minoritari fuori dalle norme della maggioranza, queste designazioni rinforzano la divisione tra persone disabili come recipienti passive di tecnologie di accesso o assistenza, e persone non disabili, designer, sviluppatrici e tecnologhe come, invece, esperte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza disabile rinforza l\u2019opinione per cui le persone disabili non stanno gi\u00e0 creando, hackerando, smanettando con le configurazioni materiali esistenti. La disabilit\u00e0 \u00e8 proiettata come oggetto di un discorso sull\u2019innovazione invece che come forza trainante di cambiamento tecnologico. Melanie Yergeau [N.d.T.: ora M. Remi Yergeau] storicizza l\u2019hacktivismo disabile <em>mainstream<\/em> argomentando che le <em>hackathon<\/em> sono diventate le \u00abnuove telethon\u00bb, poich\u00e9 inquadrano \u00abla disabilit\u00e0 come bisognosa di compassione e di rimedio\u00bb. In tutta risposta, Yergeau invoca un \u00abhacking criptastico\u00bb come \u00abun movimento guidato da persone disabili, invece che una serie di app\/toppe\/soluzioni progettate da persone non disabili che non si disturbano neanche a parlare con persone disabili\u00bb. L\u2019hacking criptastico illumina la tecnoscienza crip come campo di relazioni, conoscenze e pratiche che rende possibile il fiorire di modalit\u00e0 crip<em> <\/em>per produrre e ingaggiare il mondo materiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In contrasto con le forme dominanti di saper-fare <em>per<\/em> la disabilit\u00e0, invochiamo la tecnoscienza crip per descrivere le pratiche politicizzate di saper-fare non-conforme: pratiche di dis\/fare-mondo <em>da <\/em>e <em>con <\/em>persone disabili e comunit\u00e0 che rispondono a sistemi intersezionali di potere, privilegio e oppressione lavorandoci da dentro e da vicino. Dall\u2019interno delle STS femministe, troviamo un\u2019apertura preziosa verso le possibilit\u00e0 di produzione materiale, inclusi l\u2019hacking e la programmazione femminista, la biopolitica tattica e il fabbricare critico, pratiche che spingono le tecnoscienze al di l\u00e0 del militare-industriale fino ai reami della resistenza attivista e del ri-fare-mondo. Questa apertura si manifesta nel <em>Manifesto cyborg<\/em> di Donna Haraway, che ha inaugurato una tradizione di tecnoscienza e attivismo femminista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur riconoscendo l\u2019intreccio non-innocente della maggior parte delle tecnologie con militarismo e capitalismo, Haraway fa appello alla \u201ctestimone modesta\u201d: colei che mentre resiste ai sistemi di dominazione cerca strade per hackerarli e pasticciarli; Haraway inquadra la testimone modesta in termini di \u00abprincipi di progettazione socialisti e femministi\u00bb, pratiche di fabbricazione che potrebbero funzionare \u00abin alleanza con una scienza antimilitarista\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studiose femministe come Michelle Murphy hanno ripreso il lavoro della tecnoscienza attivista per descrivere quelli che Murphy chiama \u00abprotocolli\u00bb di conoscenza e fabbricazione femministe. La promessa della tecnoscienza femminista sta nello sfidare le narrazioni egemoniche sulla tecnologia come sempre incasellante o deterministica, invece di immaginare le possibilit\u00e0 trasformative per l\u2019hacking, la programmazione e la fabbricazione crip, come pratiche di accesso frizionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre la fabbricazione critica \u00e8 riconosciuta come parte della tradizione delle STS femministe, le pratiche di fabbricazione delle persone disabili non sono ancora state pienamente considerate nella storia politica radicale degli studi disabili. L\u2019ampiezza degli studi di tecnoscienza femminista incoraggia la nostra convinzione che la tecnoscienza critica, una grande parte della nostra storia politica e genealogia crip, pu\u00f2 anche fornire gli strumenti discorsivi per abbracciare le persone disabili come esperte, fabbricatrici e attiviste che resistono alla tecnoscienza <em>mainstream<\/em>. Chiamiamo teoria&amp;pratiche di tecnoscienza crip come testimoni modeste, tenendo in tensione la non-innocenza della scienza militare-industriale, la tecnologia, il design e i media, con gli imperativi della giustizia disabile, dell\u2019accessibilit\u00e0 e del ri-fare-mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi persone disabili progettiamo i nostri strumenti e ambienti, sia utilizzando la conoscenza esperienziale per adattare gli strumenti all\u2019uso quotidiano che ingaggiando pratiche di design professionale. La tecnoscienza crip richiama lunghe storie di adattamento quotidiano e smanettamento degli ambienti dati. Ricordiamo il cruciale lavoro di fare-mondo del movimento attivista per la Vita Indipendente,<em> <\/em>in cui le persone hanno imparato a programmare, a riparare le sedie a ruote e a occuparsi di pianificazione urbana mentre rifiutavano di rimanere negli istituti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invochiamo anche l\u2019attivismo disabile che pone come pratica di protesta centrale il rifacimento del mondo materiale, che sia prendendo a martellate gli scalini dei marciapiedi o versare sacche di cemento per fare le rampe (come nell\u2019attivismo di ADAPT, orchestrando azioni dirette con dispositivi per la mobilit\u00e0 (come le persone che protestavano lasciando sedie a ruote e stampelle per gattonare sugli scalini del Campidoglio degli USA, o nel caso di Nelia Sargent, donna cieca che ha incatenato la propria sedia a ruote elettrica all\u2019edificio di un reattore nucleare nel 1976, oppure ancora occupando spazi mediatici (come il telethon di Jerry Lewis) per protestare contro la presentazione dei corpi disabili come mancanti e bisognosi di una cura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invochiamo la storia della resistenza disabile alle tecnologie assistive (come il rifiuto di Audre Lorde di indossare una protesi del seno, cos\u00ec come alla guerra e al militarismo (come nel caso del veterano Ron Kovic, che ha organizzato una manifestazione alla Republican National Convention [incontro repubblicano statunitense, N.d.T.], \u00abper mostrare la loro solidariet\u00e0 aggrappandosi ai bracci delle rispettive sedie a ruote grazie alle spinte di altre persone\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispettiamo la guida delle leader contemporanee del movimento per la giustizia disabile Alice Wong e Vilissa Thompson, il cui uso strategico delle tecnologie mediatiche per sfidare le narrazioni dominanti sulla disabilit\u00e0 (attraverso i siti \u00abDisability Visibility Project\u00bb e \u00abRamp Your Voice!\u00bb, i feed Twitter e podcast correlati) dimostra anch\u2019esso la potenza collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre la tecnoscienza crip mira alla distruzione dei sistemi abilisti e capitalisti militari-industriali, mettiamo al centro anche i progetti di liberazione contemporanei per \u00abl\u2019accesso collettivo\u00bb. Lottare per un futuro pi\u00f9 accessibile in cui la disabilit\u00e0 \u00e8 attesa, benvenuta, e in cui le persone disabili prosperano, offriamo quattro impegni della tecnoscienza crip come campo di attivismo, pratica e teoria critiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2.<em> I quattro impegni della tecnoscienza crip<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La tecnoscienza crip pone il lavoro delle persone disabili al centro, come sapienti e creatrici.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza crip privilegia le persone disabili come designer e costruttrici di mondi, in quanto sanno cosa funzioner\u00e0 meglio e come sviluppare le abilit\u00e0, capacit\u00e0 e relazioni per costruire qualcosa dalle nostre conoscenze. A differenza dei tipici approcci alla disabilit\u00e0 che oggettificano le persone disabili e posizionano l\u2019expertise<em> <\/em>nella professione medica e in chi, da non disabile, si occupa di design e ingegneria, la tecnoscienza crip afferma che le persone disabili sono partecipanti attive nel design della vita quotidiana. Non solo le persone disabili costruiscono l\u2019accesso alla vita quotidiana in modi che non vengono riconosciuti come \u201cdesign\u201d, ma l\u2019esperienza vissuta della disabilit\u00e0 e l\u2019esperienza condivisa delle comunit\u00e0 disabili creano le specifiche <em>expertise<\/em> e conoscenze che informano le pratiche tecno-scientifiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiediamo maggiore riconoscimento per le esperienze vissute e le pratiche di design materiale delle persone disabili nel lavoro dell\u2019intervento tecnoscientifico. C\u2019\u00e8 una diffusa percezione che le tecnologie di accesso sono fatte per noi da persone esperte non disabili, mentre c\u2019\u00e8 poco riconoscimento per le nostre stesse pratiche di ri-fare-mondo. Eppure il campo degli studi disabili \u00e8 nato a partire dall\u2019attivismo contro i modelli di riabilitazione medica esperta e i suoi interventi, fabbricando politiche materialiste che sono fondamentalmente anticapitaliste, e continua a lottare contro l\u2019imperativo all\u2019abilit\u00e0 [<em>compulsory able-bodiedness<\/em>].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I saper-fare crip formano la base di slogan politici come \u00abNiente su di noi senza di noi\u00bb, inquadrando le persone disabili non solo come esperte di design ma anche come attiviste epistemiche i cui modi politicizzati di conoscere il mondo materiale pure ci situano per produrre le condizioni materiali che permettono alle disabilit\u00e0 di prosperare, oltre a rifare le conoscenze e le esperienze di disabilit\u00e0. Senza glorificare le pratiche di design <em>do-it-yourself<\/em>, la tecnoscienza crip riconosce che il (dis-)fare-mondo delle persone disabili ha origine dalle esperienze situate di dis\/allineamento [<em>misfitting<\/em>] nel mondo. Le persone crip non sono semplicemente formate o agite dal mondo \u2013 siamo agenti coinvolte nel suo rifacimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Centrando l\u2019<em>expertise <\/em>delle persone disabili come creatrici e sapienti, la tecnoscienza crip implica l\u2019uso di materiali e tecnologie per produrre forme di accesso altrimenti non disponibili (o economicamente inaccessibili) attraverso canali mainstream di tecnologia assistiva. Ci sono molti esempi di esperienza disabile come <em>saper-fare, <\/em>cos\u00ec tanti modi creativi e ingegnosi di abitare il mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio, la storica Bess Williamson ha tracciato i modi in cui le persone disabili del dopoguerra statunitense documentavano il loro lavoro come smanettatrici nei periodici comunitari, nelle memorie retrospettive e nelle storie orali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste persone adattavano la strumentazione medica e assistiva, alteravano le loro case e riprogrammavano gli strumenti casalinghi di tutti i giorni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le persone disabili hanno voltato le spalle alle aziende di forniture mediche e si sono rivolte ai negozi di hardware per alterare gli oggetti a loro vantaggio, asserendo la loro \u00abpresenza in un mondo che per la maggior parte le ignorava\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Designer disabili come Alice Loomer, un\u2019utilizzatrice di sedia a ruote, hanno descritto le proprie pratiche di fabbricatrice crip (come l\u2019utilizzo di cose di casa per la manutenzione della sedia a ruote o per tecnologie assistive ad hoc) come \u00abaggrapparsi ai lembi del cappotto della scienza\u00bb. Loomer afferma che il suo smanettare e le sue pratiche di manutenzione \u00abl\u2019hanno tenuta alla larga da case di riposo e badanti\u00bb: \u00abL\u2019ho fatto io. Perci\u00f2 so come aggiustarlo\u2026 magari ho conosciuto altrettanti fallimenti che successi, ma ho la strumentazione che mi serve\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Loomer complica la tipica associazione del cyborg disabile con un desiderio d\u2019innovazione, spostandosi sulle pratiche di manutenzione come luoghi di esame delle \u00abfrizioni, limitazioni e dei fallimenti inerenti ai processi di design tecnoscientifico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso modo, negli anni Sessanta, l\u2019ingegnere disabile Ralf Hotchkiss ha hackerato la sua sedia a ruote per spalare via la neve dai marciapiedi quando frequentava l\u2019Oberlin College, e negli anni Ottanta ha dato inizio alla \u00abWhirlwind Wheelchair International\u00bb, quando i suoi viaggi per il mondo alla ricerca di un design migliore per le sedie a ruote l\u2019hanno portato in Nicaragua:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho incontrato questi quattro giovanotti che condividevano una sedia a ruote, e l\u2019avevano gi\u00e0 riprogettata. L\u2019avevano usata cos\u00ec tanto che si era rotta in 20 posti diversi. L\u2019avevano rinforzata e rimessa tutta insieme, ed era molto pi\u00f9 forte di prima. E ne sapevano un botto di un buon design per una sedia a ruote. Era chiaro che erano le persone che stavo cercando per aiutarmi, e anche io potevo aiutarle, perci\u00f2 lavoriamo insieme da allora.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre le persone che utilizzano le sedie a ruote non sono spesso trattate da ingegnere, i quattro designer disabili erano diventati esperti nell\u2019ingegneria delle sedie a ruote attraverso tentativi, errori, e creativit\u00e0, un ethos che continua nelle sedie a ruote della \u00abWhirlwind Wheelchair International\u00bb: economiche e <em>open source<\/em>, pensate per essere mantenute per tutta la vita, permettendo un numero pi\u00f9 ampio di persone di avervi accesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 recentemente, il progetto \u00abEngineering at Home\u00bb [Ingegneria in casa, N.d.T.] della designer Sara Hendren e dell\u2019antropologa Caitrin Lynch ha attirato l\u2019attenzione sulle pratiche di design ad hoc di Cindy, una donna recentemente disabilizzata con varie amputazioni. Cindy \u00abha ricevuto le migliori tecnologie di \u201cabilitazione ingegneristica\u201d disponibili sul mercato\u00bb, e tuttavia ha scoperto che \u00able servivano a ben poco\u00bb, optando invece per l\u2019utilizzo di strumenti di sua progettazione. Hendren e Lynch inquadrano il lavoro di Cindy come \u00abdesign basato sulla persona fruitrice\u00bb, che pu\u00f2 \u00abprodurre un\u2019utile correzione alle modalit\u00e0 gerarchiche [in inglese <em>top-down<\/em>, dall\u2019alto verso il basso, N.d.T.] di manifattura\u00bb. Un\u2019altra designer disabile, Sarah Welner, ha cominciato la sua carriera come chirurga ostetrica prima di concentrarsi sulla salute ginecologica per persone disabili. Riconoscendo che \u00abi tavoli di esame convenzionali sono troppo alti e stretti\u00bb per le donne disabili, specialmente le utilizzatrici di sedia a ruote, Welner ha progettato un tavolo con un \u00abascensore idraulico\u00bb che si attiva con un bottone e un poggiapiedi pi\u00f9 confortevole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre i professionisti [maschile sovraesteso intenzionale, N.d.T.] hanno storicamente escluso le donne, i lavori di Welner, Loomer e Cindy sono chiari esempi dei luoghi in cui la tecnoscienza crip e le pratiche di design femminista si incontrano. Le <em>expertise<\/em> di disabilit\u00e0 e genere si diffrangono l\u2019una attraverso l\u2019altra per mettere in discussione le modalit\u00e0 dominanti di saper-fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche le genitorialit\u00e0 disabili sono state agenti di saper-fare crip. Genitori e genitrici disabili hackerano le culle<em> <\/em>e cambiano i tavoli, cuciono campanelli ai vestiti infantili per permettere alla madre o al padre ciechi di tenere traccia delle persone piccole quando si spostano in luoghi pubblici. Montano seggiolini sui carrelli dei bagagli per permettere alla genitrice cieca che gira con il bastone o con un cane guida di tirare la persona piccola dietro di s\u00e9 con la mano libera. Le persone che utilizzano la sedia a ruote adattano le cinture, le coperte e i cuscinetti per portare beb\u00e8 e persone gattonanti sul grembo. Chi si occupa delle persone piccole, inventa vari strumenti per aiutare a dare da mangiare o a lavare le persone piccole, a vestirle, lavare i loro vestiti, mettere le scarpe e chiudere cappotti, e giocarci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le persone disabili trans, queer e di genere non conforme pure hackerano e smanettano con le tecnologie riproduttive per formare parentele, per essere incinte, gestanti, per allattare e condividere le responsabilit\u00e0. Tutte queste forme di saper-fare sono condivise sui social media (come il sito web del \u00abDisabled Parenting Project\u00bb [Progetto delle genitorialit\u00e0 disabili, N.d.T.], blog, feed Twitter e videoprogetti annessi), attraverso pubblicazioni delle comunit\u00e0 disabili ed eventi, e durante le conversazioni al parco o ai giochi. Mentre per realizzare la genitorialit\u00e0 disabile si affrontano molteplici barriere, le persone disabili hackerano, smanettano e alterano il nostro mondo material-discorsivo, creando comunit\u00e0 crip di conoscenze e fabbricazioni che sfidano gli assunti normativi sulla genitorialit\u00e0 come un\u2019attivit\u00e0 di consumo priva di <em>expertise<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La tecnoscienza crip si impegna nell\u2019accesso come frizione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emergendo dalle storiche lotte per i diritti disabili, i termini <em>accessibilit\u00e0<\/em> e <em>accesso<\/em> sono spesso intesi come inclusione disabile e assimilazione negli ambienti e nelle relazioni normative dei corpi abili. Se le vediamo come sinonimi di inclusione e assimilazione, accesso e accessibilit\u00e0 sono trattati come beni autoevidenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come spiega Kelly Fritsch, tuttavia, l\u2019etimologia della parola \u201caccesso\u201d rivela due significati frizionali: l\u2019accesso come \u00abopportunit\u00e0 che rende possibile il contatto\u00bb cos\u00ec come \u00abun tipo di attacco\u00bb. Intendere l\u2019accesso come un tipo di attacco rivela il fare-accesso come sito di frizione e contestazione politica. La tecnoscienza crip, sebbene storicamente centrale nelle lotte per l\u2019accesso disabile, \u00e8 tuttavia impegnata a spingere oltre gli approcci liberali all\u2019accessibilit\u00e0, basati sull\u2019assimilazione, che enfatizzano l\u2019inclusione nella societ\u00e0 mainstream; si tratta piuttosto di perseguire l\u2019accesso come frizione, prestando particolare attenzione al fare-accesso nelle azioni delle persone disabili che esprimono inadeguatezza e protesta. Per esempio, prima delle leggi esecutive sui diritti disabili negli Stati Uniti d\u2019America, le persone disabili hanno usato l\u2019azione diretta per creare rampe e rimuovere scalini; hanno usato il design di rampe e scivoli dei marciapiedi (intesi come leve per facilitare la partecipazione) come sito di frizione produttiva attraverso cui le politiche disabili basate sull\u2019interdipendenza hanno potuto vedere la luce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il movimento della Vita Indipendente ha esplorato anche sperimentazioni materiali per mettere in azione la tecnoscienza crip e l\u2019accesso frizionale. Sebbene il movimento fosse critico della riabilitazione come campo di <em>expertise<\/em>, non rifiutava il linguaggio o gli strumenti della riabilitazione in toto<em>.<\/em> Oltre all\u2019appropriazione della locuzione \u201cVita Indipendente\u201d per promuovere una politica disabile dell\u2019interdipendenza, il movimento intendeva la tecnoscienza come un luogo di resistenza politicizzata, e usava regolarmente pratiche di hacking e smanettamento come base dell\u2019organizzazione disabile. Molti dei loro metodi sono raccolti nel libro <em>Design for Independent Living<\/em> di Ray Lifchez e Barbara Winslow, prodotto in collaborazione con il movimento. Il libro rivela gli <em>hack<\/em> tecnologici quotidiani che le persone disabili a Berkeley hanno sviluppato negli anni Sessanta e Settanta per prosperare in una citt\u00e0 inaccessibile. Emblematico dell\u2019ethos della tecnoscienza crip<em> <\/em>del movimento, Lifchez e Winslow offrono il concetto di \u00abfruitrici non conformi\u00bb, illustrandolo con l\u2019immagine di un utilizzatore di sedia a ruote elettrica che va contro il traffico su una strada senza pedane per i marciapiedi. Questo movimento, tecnologicamente assistito, contro il flusso del traffico marca la mobilit\u00e0 crip anti-assimilazionista: non un tentativo di integrare (come nell\u2019approccio liberale ai diritti disabili, ma piuttosto di usare la tecnologia come una frizione contro un ambiente inaccessibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 recentemente, Luke Anderson, residente a Toronto (Canada), era frustrato dalla mancanza di accessibilit\u00e0 per sedia a ruote di cui faceva esperienza ogni giorno. Formatosi come ingegnere strutturale, Anderson ha progettato una semplice rampa di legno portatile nel 2011, con uno stencil dell\u2019URL \u00abstopgap.ca\u00bb e ha offerto 13 di queste rampe ai negozi del suo quartiere. Costruita come una sorta di \u201cantivuoto\u201d temporaneo [<em>gap<\/em>, cio\u00e8 un vuoto inattraversabile: lo spazio interstiziale tra marciapiede e strada, N.d.T.] per migliorare l\u2019accessibilit\u00e0, le rampe sono una tecnologia non conforme; non sono pensate per essere una soluzione struttura permanente, non devono seguire i codici di edilizia, e non richiedono un permesso di costruzione cittadino, tute cose che possono essere costose e difficili da ottenere. L\u2019esperimento di Anderson ha preso piede, portando alla formazione della \u00abStopGap Foundation\u00bb e al progetto \u00abCommunity Ramp\u00bb [Rampa comunitaria, N.d.T.], che ha ormai distribuito pi\u00f9 di milleduecento rampe di legno portatili in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un altro esempio contemporaneo di accesso come frizione, Collin Kennedy, un paziente con il cancro di Winnipeg (Manitoba, USA, ha protestato contro i prezzi del parcheggio dell\u2019ospedale riempiendo il foro di pagamento del parchimetro con la schiuma spray, dicendo al notiziario locale che pianificava di continuare a farlo finch\u00e9 \u00abnon si vedranno dei cambiamenti\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il tempo crip \u00e8 entrato in frizione con il tempo del parchimetro ospedaliero, Kennedy ha sfidato il capitalismo della salute: \u00abDovresti essere in grado di venire qui, parcheggiare, ottenere il tuo trattamento, non importa quanto tempo ci vuole\u2026 Questa \u00e8 un\u2019istituzione medica, le persone non sono qui per divertirsi. Non ci vanno per la produttivit\u00e0 e il commercio. Siamo qui per questioni di vita o di morte\u00bb. L\u2019attivismo di Kennedy \u2013 l\u2019utilizzo della schiuma spray per fare ostruzione nel parchimetro \u2013 crea un accesso frizionale attaccando una tecnologia del tempo capitalista, e contesta la commercializzazione della cura della salute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La tecnoscienza crip si impegna nell\u2019interdipendenza come tecnologia politica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poniamo le politiche crip dell\u2019interdipendenza come fenomeno tecnoscientifico, l\u2019intreccio di circuiti relazionali tra corpi, ambienti e strumenti per creare accesso non-innocente, frizionale. La tecnoscienza disabile mainstream presume che la disabilit\u00e0 sia un\u2019esperienza individuale di menomazione [<em>impairment<\/em>] invece che un\u2019esperienza politica collettiva di fare e disfare-mondi. Questa percezione ha due conseguenze primarie. Prima, le persone disabili sono percepite come dipendenti e l\u2019obiettivo della tecnoscienza diventa di incoraggiare <em>l\u2019indipendenza<\/em>. Seconda, disabilit\u00e0 e tecnologia sono entrambe percepite come fenomeni <em>apolitici<\/em> e stabili, invece che come intrecci material-discorsivi che prendono forma attraverso la lotta, la negoziazione e la creativit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La categoria analitica crip<em> <\/em>dell\u2019interdipendenza ci aiuta a capire come la tecnoscienza pu\u00f2 essere simultaneamente intrecciata con le reti di dominazione globali e anche offrire opportunit\u00e0 per le parentele e le connessioni. La figura della cyborg di Donna Haraway, ad esempio, \u00e8 stata presa come metafora materiale per l\u2019intreccio di natura e tecno-culture. Questa figura ha modellato il concetto critico di tecnoscienza mostrando le reti di produzione, materiale e di conoscenze, di cui \u00e8 fatto il capitalismo globale, come una forza che organizza le relazioni tra corpi, tecnologie e ambienti. Le critiche disabili della figura della cyborg, tuttavia, contendono che l\u2019approccio di Haraway d\u00e0 per scontato che le persone disabili si fondano facilmente nei circuiti tecnologici, un assunto modellato dagli imperativi di riabilitazione, cura, indipendenza e produttivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come dimostra Alison Kafer, l\u2019immaginazione della disabilit\u00e0 nella tecnoscienza femminista si limita spesso a ideali eugenetici di un futuro privo di disabilit\u00e0, o a ideali \u00abdepoliticizzati\u00bb del corpo cyborg ibrido; la disabilit\u00e0 \u00e8 un \u00abtropo magistrale di squalificazione umana\u00bb oppure una \u00abintegrazione fluida di corpo e macchina\u00bb. Spesso, la tecnoscienza femminista fa coincidere \u2018cyborg\u2019 e \u2018persona fisicamente disabilizzata\u2019, trattando le persone disabilizzate come \u00abparagoni postumani\u00bb. Anche quando \u00e8 considerata criticamente, la figura della cyborg nella tecnoscienza femminista rinforza le idee sulla disabilit\u00e0 come mancanza ed esclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se, come sostiene Kafer, le persone disabilizzate hanno spesso \u00abrelazioni ambivalenti\u00bb o di disagio con la tecnologia, le nostre pratiche di interdipendenza, intimit\u00e0 di accesso e accesso collettivo possono essere intese come tecnologie politiche alternative: \u00able persone disabilizzate\u00bb, scrive Kafer, \u00abnon sono cyborg per i loro corpi (ad esempio per il nostro uso di protesi, ventilatori o assistenti, ma per via delle nostre pratiche politiche\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza crip propone l\u2019interdipendenza come categoria analitica centrale nelle relazioni tra disabilit\u00e0 e tecnologia, riconoscendo che nelle culture, comunit\u00e0 e pratiche di saper-fare disabili l\u2019interdipendenza agisce come una tecnologia politica per la materializzazione di mondi migliori. Alleandoci con la chiamata di Moya Bailey e Whitney Peoples per studi sulla salute nera femminista, la tecnoscienza crip \u00e8 \u00absospettosa dell\u2019individualismo e delle pratiche atomizzanti che si vedono ricompensate in accademia, e vede la collaborazione e l\u2019interdisciplinariet\u00e0 come valori centrali\u00bb che devono guidare la produzione intellettuale e materiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi valori si estendono tuttavia oltre l\u2019accademia. Come scrive l\u2019attivista per la giustizia disabile Mia Mingus, l\u2019interdipendenza offre una politica di alleanza e solidariet\u00e0 crip: \u00absi tratta davvero di muoversi insieme in un mondo oppressivo verso la liberazione\u2026 di lavorare in coalizione e collaborazione\u00bb. Chiediamo alla tecnoscienza crip di progettare l\u2019accesso collettivo e la giustizia disabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Troviamo l\u2019interdipendenza come tecnologia politica attraverso tutta la storia dell\u2019attivismo disabile. Per esempio, nelle storie delle persone attiviste disabili nordamericane la storia che sentiamo narrata pi\u00f9 spesso \u00e8 la protesta della 504. Questa protesta risale al 1977, quando un gruppo attivista disabile di Berkeley (California) ha occupato il Dipartimento di Salute, Educazione e Servizi Sociali per protestare chiedendo l\u2019applicazione della sezione 504 della Legge federale sulla riabilitazione, una legge che imponeva che i programmi, gli spazi e i servizi federali fossero accessibili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il movimento attivista per la Vita Indipendente aveva cercato di promuovere una \u00abconsapevolezza trasversale delle disabilit\u00e0\u00bb, dalle persone Sorde e cieche alle persone con disabilit\u00e0 motorie. Alla protesta hanno trasformato questa consapevolezza in una tecnologia politica, usando la Lingua dei Segni Americana per comunicare con l\u2019esterno quando le linee telefoniche furono tagliate, accroccando un condizionatore a partire da altre parti meccaniche dell\u2019edificio, e tirando su delle reti di cura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Narrazioni simili sono arrivate dalla nascita della comunit\u00e0 Autistica attraverso un\u2019organizzazione resa possibile da Internet e da spazi di comunicazione accessibili alle persone autistiche, e si stanno attualmente scrivendo con nuovi progetti di tecnoscienza crip (come quelli presentati nella sezione <em>Critical Commentary<\/em> del numero di \u00abCatalyst\u00bb [in cui \u00e8 stato pubblicato questo manifesto, N.d.T.]).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste e altre pratiche materiali descrivono una sensibilit\u00e0 tecnoscientifica crip in cui l\u2019interdipendenza disabile permette anche quello che Mingus chiama \u00abintimit\u00e0 di accesso\u00bb: una pratica relazionale crip prodotta quando l\u2019interdipendenza informa la creazione di accesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza crip gioca anche con i limiti della fiducia, dell\u2019interdipendenza e delle relazioni crip. L\u2019artista cieca Carmen Papalia, ad esempio, mostra alcuni usi crip<em> <\/em>della tecnologia nello spazio pubblico. In una pratica, Papalia usa un bastone bianco lungo circa 6 metri su strade molto trafficate per creare un senso di antagonismo con le altre persone a piedi, rendendo l\u2019accesso una pratica frizionata; in un\u2019altra performance, chiamata \u201cBlind Field Shuttle\u201d, Papalia conduce gruppi di persone (vedenti) sui marciapiedi con gli occhi chiusi. Entrambe le pratiche fanno uso di una tecnologia \u2013 il bastone bianco di Papalia \u2013 per mettere in scena interazioni sociali nello spazio pubblico che rimettono in discussione le idee sull\u2019indipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la pratica di \u00abdescrizione partecipativa\u00bb di Georgina Kleege e Scott Wallin si ispira all\u2019interdipendenza politica crip: richiama contenuti visivi narrati attraverso metodi di gruppo. Invece del ruolo tradizionale della descrizione audio \u00abcome atto di traduzione distaccato, neutrale, che funziona solo come aggiustamento abilitante\u00bb, la descrizione partecipata usa modalit\u00e0 tecnoscientifiche, come database di video da Internet, per \u00abesplorare il sottotesto estetico, ideologico, politico ed etico di questo lavoro di rappresentazione e l\u2019oggetto o evento che descrive\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La descrizione audio partecipata ha anche influenzato l\u2019emergenza di nuovi strumenti tecnoscientifici per progetti di mappatura dell\u2019accessibilit\u00e0. Josh Miele, designer cieco, ha ad esempio lavorato con Touch Graphics, Inc. per la progettazione di mappe tattili e audio del sistema di trasporto rapido della Bay Area (California, USA). Ci sono anche altri progetti che usano la mappatura per l\u2019accesso collettivo. Diversamente dai progetti per le disabilit\u00e0 pensati dalla tecnoscienza mainstream tramite <em>crowdsourcing<\/em> [sviluppo di un progetto che si basa sul contributo spesso volontario di una collettivit\u00e0 esterna all\u2019ente promotore, N.d.T.] tecnoscienza mainstream per le disabilit\u00e0, che richiamano un modello caritatevole della disabilit\u00e0 in cui le persone non-disabili raccolgono dati senza essere coinvolte nelle politiche o nelle culture disabili, progetti emergenti come <em>Mapping Access<\/em> stanno rendendo la creazione di accesso partecipativa la base di una certa \u00abintimit\u00e0 di accesso\u00bb tecnoscientifica attraverso pratiche come il \u00ab<em>crowdsourcing<\/em> critico\u00bb di dati sull\u2019accessibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece di limitarsi alla creazione di mappe funzionali, <em>Mapping Access<\/em> si concentra sulla mappatura come strumento per la produzione di relazioni critiche tra corpi, ambienti e tecnologie. Il progetto coinvolge chi colleziona dati, disabili e non, disabili e non, in \u201cmappa-tone\u201d collettive dove si discute il processo confuso del fare-accesso in condizioni istituzionali, e si descrivono collettivamente queste condizioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le pratiche di <em>crowdsourcing<\/em> critico includono il coinvolgimento di grandi quantit\u00e0 di persone, disabilizzate e non, per collaborare ai sondaggi e alla descrizione dell\u2019accessibilit\u00e0 degli edifici; allo stesso tempo identificano degli aspetti di conformit\u00e0 con l\u2019Americans with Disabilities Act che non riescono a considerare le esperienze vissute dell\u2019accessibilit\u00e0. Le mappature collettive visualizzano l\u2019evidenza dell\u2019inaccessibilit\u00e0 creando opportunit\u00e0 per una risposta collettiva. La tecnoscienza cartografica crip perci\u00f2 rende possibile un design ancora pi\u00f9 critico, e la messa in discussione dell\u2019ambiente quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro appello per la teoria&amp;pratica della tecnoscienza crip tiene in tensione le politiche crip dell\u2019interdipendenza<em> <\/em>di Kafer con l\u2019ambivalenza crip nei confronti della tecnologia. Seguiamo Kafer facendo appello all\u2019utilit\u00e0 della cyborg (e dei circuiti tecnoscientifici che incarna) non come figura disabile di per s\u00e9, ma come uno strumento per \u00abmettere in scena i nostri interventi blasfemi nella teoria femminista\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza crip prende in prestito gli strumenti dell\u2019hacking e della programmazione femminista per spergiurare contro le teorie liberali dei diritti disabili e degli imperativi di riabilitazione, e pure contro gli essenzialismi tecnologici degli studi disabili. Mentre la tecnoscienza disabile \u00e8 spesso usata per terapie o migliorie non richieste, noi sosteniamo che pu\u00f2 essere anche \u201ccrippata\u201d, riappropriata, hackerata e smanettata per creare un mondo pi\u00f9 accessibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La tecnoscienza crip si impegna per la giustizia disabile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza crip si allinea col movimento per la giustizia disabile, con le sue critiche ai concetti mainstream<em> <\/em>dei diritti disabili, e il suo focus sull\u2019intersezionalit\u00e0, la liberazione collettiva e l\u2019integrit\u00e0. La tecnoscienza crip sottolinea che le persone disabili non sono mere consumatrici di, oppure oggetto di, tecnologie assimilazioniste; al contrario, le persone disabili hanno relazioni agenziali, politicizzate e trasformative con la tecnoscienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto alla giustizia disabile, notiamo che le persone disabili spesso rifiutano dispositivi che causano dolore o portano a infezioni, rifiutano farmaci con effetti indesiderabili, scartano le tecnologie prodotte solamente per rendere le persone non disabilizzate pi\u00f9 comode (invece di rendere la vita pi\u00f9 facile per le persone disabilizzate, problematizzano gli strumenti costosi creati dal complesso medico e militare-industriale, chiedendo invece forme di accesso pi\u00f9 pubbliche e diffuse. Queste critiche e pratiche allineano la tecnoscienza crip con l\u2019impurit\u00e0, abbracciando il brutto e continuando a convivere col guaio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre scriviamo dalle nostre posizioni di coloni del Nordamerica, due persone anglofone, accademiche e creatrici immigrate, ci impegniamo per una tecnoscienza crip che pone al centro la guida delle persone pi\u00f9 impattate, incluse le <em>expertise<\/em> delle persone disabilizzate nere, di colore e Indigene. Vogliamo una tecnoscienza crip che rompa con i privilegi della bianchezza e del colonialismo negli spazi progettati, sottolineando che l\u2019accesso \u00e8 un progetto frizionato che non pu\u00f2 prescindere dalla decolonizzazione e dalla giustizia razziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immaginiamo la tecnoscienza crip informata dalla giustizia disabile, costruita su progetti come <em>Open in Case of Emergency<\/em>, un numero dell&#8217;\u00abAsian<em> <\/em>American Literary Review\u00bb curato da Mim Khuc nel 2017, che usa immaginari simbolici, immagini e cultura stampata per hackerare il Manuale Statistico Diagnostico (DSM). Questo progetto interattivo parte da oggetti tecnoscientifici [dei Disturbi Mentali] (come il DSM), cos\u00ec come poesia, tarocchi e scienza hackerata, per lavorare attraverso i traumi e gli spostamenti intergenerazionali asiatico-americani. Immaginiamo anche l\u2019alleanza della tecnoscienza crip con lavori emergenti nella tecnoscienza femminista di colore, come un recente Lab Meeting di \u00abCatalyst\u00bb su Black Lives Matter e pedagogia, che descrive alcune possibilit\u00e0 per estendere idee critiche sulla razza, l\u2019intersezionalit\u00e0 e la costruzione ambientale della salute, alla riabilitazione, all\u2019immunologia e alla disabilit\u00e0 mentale. La tecnoscienza crip non sta solo in alleanza con questi progetti, ma assume la posizione per cui questi devono essere centrali quando immaginiamo futuri accessibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Impegnandoci per la giustizia disabile, la tecnoscienza crip ingaggia esplicitamente le tensioni che emergono quando prendiamo i corpi disabili come integri, invece che prenderci per danneggiati, tragici o bisognosi di cure. Approcciare i corpi disabili come integri rimarca l\u2019importanza degli approcci collettivi, relazionali e interdipendenti alle disabilit\u00e0. Seguendo Eli Clare, rendiamo crip l\u2019integrit\u00e0 includendo \u00abci\u00f2 che \u00e8 collassato, schiacciato o spezzato\u00bb, enfatizzando che <em>integro<\/em> e <em>spezzato<\/em> non sono opposti ma possono invece stare in tensione produttiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguendo la cornice della giustizia disabile, marcare le persone disabilizzate come integre significa \u00abdare valore alle persone per come sono, per chi sono, e capire che le persone hanno un valore intrinseco, fuori dalle nozioni capitaliste della produttivit\u00e0\u00bb. Prendere l\u2019integrit\u00e0 in questo modo si riferisce anche alla complessit\u00e0 del desiderare di accettare i corpi disabilizzati come sono, mentre allo stesso tempo desideriamo hackerare, smanettare e ingaggiare relazioni modificate, altre, con i nostri corpi e la tecnologia. Come chiede Clare: \u00abCome posso riconciliare la mia lotta di una vita per amare il me disabile esattamente com\u2019\u00e8, con il mio uso della tecnologia medica per riplasmare la mia mente-corpo genderizzata, sessuata?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza crip<em> <\/em>abbraccia questa contraddizione, facendo spazio per stare in una relazione critica con gli interventi tecnologici, pur mantenendo che tali interventi non sono obbligatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Troviamo ispirazione per la tecnoscienza crip e la giustizia disabile in quello che Alice Sheppard chiama \u00abtecnoscienza estetica-culturale\u00bb, in particolare i modi in cui l\u2019arte, la performance e i media disabili esplorano le complessit\u00e0 dell\u2019integrit\u00e0, non cercando n\u00e9 di superare la disabilit\u00e0, n\u00e9 di cadere nella celebrazione della differenza individuale in s\u00e9 e per s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per esempio Sins Invalid, una performance collettiva incarnata da persone queer e disabilizzate di colore, usa <em>live<\/em> e video-performance, ma anche pubblicazioni, per trasmettere prospettive alternative a quelle dei diritti disabili centrate sull\u2019assimilazione. Nelle loro performance, che includono persone utilizzatrici di dispositivi assistivi come bastoni e sedie a ruote elettriche, stampelle, persone Sorde, amputate, e persone con disabilit\u00e0 non visibili, \u00abi paradigmi normativi di \u2018normale\u2019 e \u2018sexy\u2019 sono sfidati, offrendo invece una visione di bellezza e sessualit\u00e0 che sia inclusiva di tutte le individualit\u00e0 e le comunit\u00e0\u00bb. Nella loro pubblicazione <em>Skin, Tooth and Bone<\/em>, il collettivo traccia una cornice di riferimento per l\u2019organizzazione della giustizia disabile che si basa sulle performance e su un lavoro di attivismo reso possibile con le tecnologie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso modo, l\u2019organizzazione artistica disabile canadese Collaborative Radically Integrated Performers Society in Edmonton (CRIPSiE) sfida \u00able storie dominanti sulle disabilit\u00e0 e altre forme di oppressione, attraverso arte performativa matta e crip, di gran qualit\u00e0, arte video e programmi di educazione pubblica e sensibilizzazione\u00bb che \u00abcelebrano le possibilit\u00e0 generative della \u2018disabilit\u00e0\u2019 e della \u2018malattia mentale\u2019, nella misura in cui queste esperienze possono offrire importanti prospettive alternative\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel progetto di video-art di danza <em>Other-wise<\/em>, Danielle Peers e Lindsey Eales esplorano i temi dell\u2019interdipendenza, dell\u2019accesso e dell\u2019integrit\u00e0, parlando i movimenti della loro danza mentre i corpi di Peers e Eales si muovono l\u2019uno verso l\u2019altro e poi si allontanano, gli arti che si attorcigliano sopra e intorno alla sedia a ruote di Peers: \u00abTira su. Supporta. Mi tira fuori e dentro. Connette\u2026 <em>Noi<\/em> siamo la sedia\u2026 Noi non supereremo, ma stiamo diventando\u00bb. Gli usi performativi della tecnologia trasformano il significato della tecnologia funzionale da riabilitativa o adattiva a culturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro luogo da cui ri-fare-mondo con la tecnoscienza crip \u00e8 la moda disabile. Ad esempio il progetto \u00abCrip Couture\u00bb di Chun-Shan Sandie Yi crea arte indossabile, protesi fatte su misura e ortesi che sottolineano la differenza e la disabilit\u00e0. Yi lavora con materiali non convenzionali, come pelle e capelli, per ingaggiare le contraddizioni dell\u2019integrit\u00e0 disabile. Il progetto \u00abMyostomy\u00bb del designer James Shutt pure offre otturatori per stomie a tema lingerie per chi utilizza le sacche per colostomia, oppure prodotti di arte corporea che esteticizzano lo stoma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come il lavoro di Yi, questi interventi trasformano la tipica comprensione della tecnologia assistiva, rendendola moda, arte, cultura crip.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La produzione mediatica crip \u00e8 un altro strumento per produrre nuove rappresentazioni della disabilit\u00e0 che mettono in discussione i discorsi della tecnoscienza disabile. Per esempio, l\u2019artista disabile Sue Austin ha sviluppato una sedia a ruote che le permette di fare immersioni subacquee. Documentando queste esperienze nelle profondit\u00e0 oceaniche, circondata dall\u2019acqua blu e dalle creature oceaniche, Austin evidenzia la gioia e la libert\u00e0 del \u00abrivisualizzare il familiare\u00bb usando una sedia a ruote per negoziare mondi inaspettati. Il lavoro di Austin, che appare nel documentario su disabilit\u00e0 e tecnologia \u00abFixed\u00bb di Regan Brashear, offre modi di \u00abvedere, essere e conoscere\u00bb <em>con<\/em> le disabilit\u00e0 che affermano il ri-fare-mondo crip.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019era digitale, YouTube e altri servizi online sono diventati strumenti per distribuire contenuti di giustizia disabile. Il manifesto dell\u2019attivista autistica Mel Baggs, <em>In My Language<\/em> (con oltre 1,5 milioni di visualizzazioni al momento della scrittura di questo testo), usa audio&amp;video per perorare la causa della dignit\u00e0 e dell\u2019appartenenza delle persone Autistiche alla comunit\u00e0 umana [<em>personhood<\/em>]. In una serie di clip, Baggs fa suoni, tocca oggetti e usa il suo corpo per muoversi nello spazio. Poi mostra gli stessi spezzoni con una voce generata dal computer che spiega che spostarsi e sentire costituiscono un linguaggio. Poich\u00e9 \u00abil modo in cui pensa e risponde naturalmente alle cose ha un aspetto e una consistenza cos\u00ec diversa dalle concezioni standard, alcune persone non lo considerano affatto \u2018pensare\u2019, eppure \u00e8 una modalit\u00e0 di pensiero a s\u00e9 stante\u00bb. Al contrario, Baggs lotta per l\u2019agentivit\u00e0 e la potenza delle persone Autistiche, in particolare le persone non verbali, che sono spesso escluse dalle narrazioni mainstream delle disabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur riconoscendo i modi ingiusti in cui molte persone arrivano alla disabilit\u00e0, la tecnoscienza crip afferma che la vita disabile \u00e8 una vita desiderabile, una vita degna di essere vissuta, e una differenza che conta. I diritti disabili prefigurano spesso un quadro di riferimento incentrato sull\u2019orgoglio [<em>pride<\/em>] senza riconoscere le relazioni tra orgoglio e \u00abla violenza delle condizioni socioeconomiche del capitalismo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza crip riconosce che i quadri di riferimento incentrati sull\u2019orgoglio potrebbero rendere difficile \u00abriconoscere la sofferenza devastante che risulta dalla colonizzazione, dalla guerra, dalla fame e dalla povert\u00e0\u00bb, perci\u00f2 diventa cruciale rigettare \u00abi modi in cui la disabilit\u00e0 \u00e8 attualmente impiegata come meccanismo per l\u2019oppressione nel contesto globale\u00bb. All\u2019interno di tali contesti, \u00abrivisitazioni positive della disabilit\u00e0\u00bb non sono sempre politicamente salienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, prendendo le mosse dalla giustizia disabile, la tecnoscienza crip pone al centro il ruolo trasformativo delle persone disabili sia in condizioni tecnoscientifiche che attiviste, per costruire e al tempo stesso smantellare il mondo verso relazioni sociali pi\u00f9 giuste, incluso lo specifico coinvolgimento delle \u00abspecifiche sensibilit\u00e0 e discorsi\u00bb che la cultura disabile offre, per rifiutare la disabilit\u00e0 \u00abcome vettore di controllo sociale\u00bb o \u00abarma di debilitazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguendo Clare chiediamo \u00abcome siamo testimoni, come nominiamo e resistiamo alle ingiustizie che rimodellano e danneggiano ogni sorta di corpi-menti: piante e animali, organiche e inorganiche, non-umane e umane, senza far corrispondere la disabilit\u00e0 con l\u2019ingiustizia?\u00bb. Questa domanda riconosce l\u2019ingarbugliatezza [<em>messiness<\/em>] del fare-accesso in condizioni dettate dal colonialismo, dal militarismo e dalle ingiustizie, ma ci chiede anche di andare avanti e localizzare le condizioni e la potenza trasformativa dei saper-fare <em>crip<\/em> sotto questi sistemi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le persone disabili usano la tecnoscienza per sopravvivere e alterare gli stessi sistemi che producono disabilit\u00e0 o cercano di dipingerle come rotte. Prendiamo l\u2019esempio di Safwan Harb, un rifugiato siriano con due parenti disabili. Mentre vivevano in un campo profughi, Harb ha progettato un monopattino accessibile con materiali di scarto, permettendo a s\u00e9 stesso e ai suoi parenti di navigare le strade sterrate del campo. L\u2019invenzione di Harb significa un saper-fare crip in spazi prodotti da guerra e spostamenti. La mobilit\u00e0, in questo contesto, non \u00e8 uno strumento di rinforzo del nazionalismo abilista, della produttivit\u00e0, ma neanche dei diritti. L\u2019invenzione di Harb invece <em>\u00e8<\/em> un risultato di un processo di progettazione attuato dall\u2019esperienza crip.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza crip riconosce i contesti non innocenti in cui le conoscenze emergono e l\u2019accesso. In alcuni casi, la tecnoscienza crip pu\u00f2 essere una conoscenza e una creazione individuale che riorienta il mondo materiale. In altri, pu\u00f2 essere un lavoro collettivo, politicizzato, verso l\u2019interdipendenza e la giustizia. A partire da Haraway, proponiamo la tecnoscienza crip come un progetto critico che tiene in tensione gli imperativi ingiusti dell\u2019innovazione tecnoscientifica con le capacit\u00e0 trasformative del modellare la materia e il significato attraverso le prassi.<br>Il punto non \u00e8 raggiungere la purezza ideologica al di fuori della tecnoscienza disabile mainstream, del militarismo o del capitalismo, ma situare e centrare fili di resistenza che gi\u00e0 si danno all\u2019interno e contro questi sistemi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre la tecnoscienza si espande al di l\u00e0 dell\u2019enfasi sul militarismo propria del momento storico della Guerra Fredda, per includere condizioni spesso considerate innocenti o non controverse (come la sostenibilit\u00e0), le persone disabili restano intrappolate tra imperativi diversi, come <em>salvare le risorse<\/em> e <em>creare accesso<\/em> \u2013 un conflitto sottolineato di recente dal dibattito sul divieto delle cannucce (#StrawBan, discusso nel pezzo di Alice Wong del numero di \u00abCatalyst\u00bb [su cui \u00e8 stato pubblicato questo manifesto, N.d.T.]).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la tecnoscienza crip pu\u00f2 offrirci una sensibilit\u00e0 e una serie di pratiche per rispondere ai problemi collettivi come il cambiamento climatico e l\u2019inquinamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non solo [noi] persone disabili [agiamo] da esperte e progettatrici per ridurre l\u2019uso di plastiche monouso come quelle delle cannucce, ma possiamo anche attingere alle pratiche di accessibilit\u00e0 e Design Universale generate dalle comunit\u00e0 per elaborare risposte all\u2019Antropocene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per esempio, studi recenti stimano che i composti chimici organici volatili (VOC) nei prodotti di bellezza profumati e negli spray aerosol producono pi\u00f9 emissioni di CO2 delle macchine. Le persone disabili con sensibilit\u00e0 chimiche o ferite lottano da tempo per avere spazi privi di profumi per evitare emicranie, confusione cerebrale, malattia, oltre a richiedere una riduzione dell\u2019inquinamento industriale. Attiviste come Piepzna-Samarasinha hanno gi\u00e0 fatto pedagogia sull\u2019accessibilit\u00e0 delle fragranze, ma hanno anche hackerato la produzione di prodotti senza fragranze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguendo Piepzna-Samarasinha, che descrive l\u2019accessibilit\u00e0 come \u00abatto d\u2019amore\u00bb, la tecnoscienza crip immagina l\u2019hackeraggio di risorse non danneggianti come atto di amore planetario, attraverso cui l\u2019accessibilit\u00e0 per le persone marginalizzate come quelle disabili e con condizioni di sofferenza indotte da sostanze chimiche, marginalizzate, possa anche mitigare il danno chimico all\u2019atmosfera e agli oceani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste opportunit\u00e0 per hackerare e smanettare con pratiche pervasive come l\u2019uso di VOC mostrano anche che l\u2019<em>expertise<\/em> e l\u2019ingegno crip non devono basarsi su narrazioni di orgoglio disabile per sfidare le condizioni globali che danneggiano la vita umana e non-umana. Partendo dai principi della giustizia disabile, la tecnoscienza crip crea agitazione contro l\u2019obbligo della corporeit\u00e0 abile e il nazionalismo abilista, e contro gli imperativi dell\u2019indipendenza e della produttivit\u00e0; lavora su scale molteplici: dagli <em>hack<\/em> pi\u00f9 basilari della vita di tutti i giorni agli sforzi organizzati per l\u2019accesso collettivo, per materializzare futuri accessibili in cui i corpi non debbano essere percepiti come produttivi, leggibili, articolati o belli per essere compresi come agenti importanti del ri-facimento del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. <em>Conclusione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza crip spazia dalle pratiche di design all\u2019attivismo politico alle alleanze accademiche, ai sistemi globali e alle resistenze su micro-scala, contemporanee e storiche. Vogliamo pratiche di tecnoscienza crip che mettano in discussione l\u2019economia politica della tecnologia, in particolare perch\u00e9 \u00e8 piena di trappole di ingiustizie perpetuate dagli imperativi per aggiustare, curare o eliminare la disabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnoscienza crip lotta per dei futuri in cui la disabilit\u00e0 \u00e8 anticipata e benvenuta, in cui tutte le persone disabili prosperano, senza badare alla produttivit\u00e0. Sostenendo futuri accessibili, rifiutiamo di trattare l\u2019accesso come una questione di conformit\u00e0 tecnica o riabilitazione, come semplice aggiustamento tecnologico [<em>fix<\/em>] o una lista di cose da spuntare. Al contrario, definiamo l\u2019accesso come collettivo, incasinato, sperimentale, frizionale e generativo. I futuri accessibili richiedono la nostra interdipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poniamo al centro l\u2019attivismo tecnoscientifico e le pratiche di progettazione critica radicate nella giustizia disabile, nell\u2019accesso collettivo e nella trasformazione collettiva verso relazioni disabili pi\u00f9 giuste dal punto di vista sociale. Chiediamo a persone attiviste, accademiche e creatrici di espandere i futuri possibili per le persone disabili. Troviamo i saper-fare crip nella progettazione e nell\u2019implementazione di architetture, tecnologie e infrastrutture. Cerchiamo ampio riconoscimento per la forza del (dis-)fare-mondo della tecnoscienza crip, e coinvolgimento in essa<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">4. <em>Bibliografia<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Allan, K., 2013, Introduction, in <em>Disability in science fiction: Representations of technology as cure<\/em>, ed. by K. 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(Eds.), 2002, <em>Artificial parts, practical lives: modern histories of prosthetics<\/em>, NYU Press, New York.<\/li>\n\n\n\n<li>Papalia, C., 2013, <em>A new model for access in the museum<\/em>, in \u00abDisability Studies Quarterly\u00bb, XXXIII, 3.<\/li>\n\n\n\n<li>Peers, D., &amp; Eales, L., 2013, <em>Other-wise<\/em>, http:\/\/www.cripsie.ca\/film&#8211;video-art.html.<\/li>\n\n\n\n<li>Piepzna-Samarasinha, L.L., 2018, <em>Care work: Dreaming disability justice<\/em>, Arsenal Pulp Press, Vancouver.<\/li>\n\n\n\n<li>Pollock, A., &amp; Roy, D., 2017, <em>Lab meeting: How do black lives matter in teaching, lab practices, and research?<\/em>, in \u00abCatalyst: Feminism, Theory, Technoscience\u00bb, III, 1.<\/li>\n\n\n\n<li>Puar, J., 2017, <em>The right to maim: Debility, capacity, disability<\/em>, Duke University Press, Durham.<\/li>\n\n\n\n<li>Ratto, M., &amp; Boler, M. (Eds.), 2014, <em>DIY citizenship: Critical making and social media<\/em>, MIT Press, Cambridge.<\/li>\n\n\n\n<li>Russell, M., 1998, <em>Beyond ramps: Disability at the end of the social contract<\/em>, Common Courage Press, Monroe.<\/li>\n\n\n\n<li>Sayers, J., 2018, <em>Making things and drawing boundaries: Experiments in the digital humanities<\/em>, University of Minnesota Press, Minneapolis.<\/li>\n\n\n\n<li>Sheppard, A., 2019, <em>Staging bodies, performing ramps: Cultural, aesthetic disability technoscience<\/em>, in \u00abCatalyst: Feminism, Theory, Technoscience\u00bb, V, 1.<\/li>\n\n\n\n<li>Shotwell, A., 2016, <em>Against purity: Living ethically in compromised times<\/em>, University of Minnesota Press, Minneapolis.<\/li>\n\n\n\n<li>Sinclair, J., 2010,<em> Being Autistic together<\/em>, in \u00abDisability Studies Quarterly\u00bb, XXX, 1.<\/li>\n\n\n\n<li>Sins Invalid (Ed.), 2016, <em>Skin, tooth, and bone\u2014The basis of movement is our people: A disability justice primer<\/em>, Sins Invalid, San Francisco.<\/li>\n\n\n\n<li>Sins Invalid, 2018, <em>About us<\/em>, https:\/\/www.sinsinvalid.org\/mission.html.\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>Snyder, S., &amp; Mitchell, D., 2006, <em>Cultural locations of disability<\/em>, University of Chicago Press, Chicago.<\/li>\n\n\n\n<li>Sobchack, V., 2006, <em>A leg to stand on: Prosthetics, metaphor, and materiality<\/em>, in <em>The prosthetic impulse: From a posthuman present to a biocultural future<\/em>, ed by M. Smith &amp; J. Morra,<em> <\/em>MIT Press, Cambridge, pp. 17-41.<\/li>\n\n\n\n<li>Sterne, J., 2001, <em>A machine to hear for them: On the very possibility of sound\u2019s reproduction<\/em>, \u00abCultural Studies\u00bb, XV, 2, pp. 259-294.<\/li>\n\n\n\n<li>Thompson, V., 2019, <em>How technology is forcing the disability rights movement into the twenty-first century<\/em>, in \u00abCatalyst: Feminism, Theory, Technoscience\u00bb, V, 1.<\/li>\n\n\n\n<li>UPIAS, 1976, <em>Fundamental principles of disability. London: Union of the Physically Impaired Against Segregation<\/em>.<\/li>\n\n\n\n<li>Waldman, H., 1998, March 5, <em>New equipment, new outlook: Providing reproductive health care for women with disabilities<\/em>, Hartford Courant.<\/li>\n\n\n\n<li>Williamson, B., 2012a, <em>Electric moms and quad drivers: People with disabilities buying, making, and using technology in postwar America<\/em>, in \u00abAmerican Studies\u00bb, LII, 1, pp. 5-29.<\/li>\n\n\n\n<li>Williamson, B., 2012b, <em>The people\u2019s sidewalks: Designing Berkeley\u2019s wheelchair route<\/em>,<em> <\/em>in \u00abBoom California\u00bb, II, 1.<\/li>\n\n\n\n<li>Wolfson, P., 2014, <em>Enwheeled: Two centuries of wheelchair design, from furniture to film<\/em> (Unpublished master\u2019s thesis, Parsons School of Design, New York.<\/li>\n\n\n\n<li>Wong, A., 2015a, November 4, <em>Assistive technology by people with disabilities, part I: Introducing Team Free To Pee<\/em>, in \u00abModel View Culture\u00bb, XXIX, https:\/\/modelviewculture.com\/pieces\/assistive-technology-by-people-with-disabilities-part-i-introducing-team-free-to-pee.<\/li>\n\n\n\n<li>Wong, A., 2015b, November 5, <em>Assistive technology by people with disabilities, part II: Designing better makeathons<\/em>, in \u00abModel View Culture\u00bb, XXIX, https:\/\/modelviewculture.com\/pieces\/assistive-technology-by-people-with-disabilities-part-ii-designing-better-makeathons.<\/li>\n\n\n\n<li>Wong, A., 2019, <em>The rise and fall of the plastic straw: Sucking in crip defiance<\/em>, in \u00abCatalyst: Feminism, Theory, Technoscience\u00bb, V, 1.<\/li>\n\n\n\n<li>Yergeau, M., 2014, <em>Disability hacktivism<\/em>, in \u00abComputers and Composition Online\u00bb.<\/li>\n\n\n\n<li>Yi, C. S., 2017, <em>Crip couture<\/em>, https:\/\/www.cripcouture.org.<\/li>\n\n\n\n<li>Zukas, H., 2000, <em>National disability activist: Architectural and transit accessibility, personal assistance services [an oral history conducted in 1997 by Sharon Bonney]<\/em>, in <em>Builders and Sustainers of the Independent Living Movement in Berkeley<\/em>, vol. III, Regional Oral History Office, The Bancroft Library, University of California, Berkeley.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">5. <em>Risorse<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Consigli minimi di lettura nel contesto italiano<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>E. Alimena, <em>Lotta per l\u2019inclusione. Il movimento delle persone con disabilit\u00e0 motorie negli anni Settanta in Italia<\/em>, Erickson, Trento 2021.<\/li>\n\n\n\n<li>E. A. G. Arfini, <em>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019intersezionalit\u00e0?<\/em>, Carocci, Roma 2024.<\/li>\n\n\n\n<li>F. Baroni, L. Des Dorides, <em>Deaf studies. Per una lettura critica della sordit\u00e0<\/em>, Erickson, Trento 2025.<\/li>\n\n\n\n<li>A. Bartoccini, L. Petrachi, G. Russo (a cura di), <em>Politiche dell\u2019autismo. Etica, epistemologia, attivismo<\/em>, DeriveApprodi, Bologna 2024.<\/li>\n\n\n\n<li>R. Bellacicco, S. Dell\u2019Anna, E. Micalizzi, T. Parisi (a cura di), <em>Nulla su di noi senza di noi. Una ricerca empirica sull\u2019abilismo in Italia<\/em>, FrancoAngeli, Milano 2022.<\/li>\n\n\n\n<li>M. G. Bernardini, B. Casalini (a cura di), <em>\u201cFare e disfare\u201d genere e disabilit\u00e0<\/em>, in \u00abMinority Reports. Cultural Disability Studies\u00bb, XIV, 1, 2022, pp. 7-26.<\/li>\n\n\n\n<li>C. Bersani, F. D. D\u2019Amico, G. Traversi, <em>Prima di ogni cosa. Per un futuro Crip<\/em>, Sossella, Roma 2025.<\/li>\n\n\n\n<li>S. Carnovali, <em>Il corpo delle donne con disabilit\u00e0. Analisi giuridica intersezionale su violenza, sessualit\u00e0 e diritti riproduttivi<\/em>, Aracne, Roma 2018.<\/li>\n\n\n\n<li>I. Crippi, <em>Lo spazio non \u00e8 neutro<\/em>, Tamu, Napoli 2024.<\/li>\n\n\n\n<li>F. D. D\u2019Amico, <em>Lost in Translation. Le disabilit\u00e0 sulla scena<\/em>, Bulzoni, Roma 2021.<\/li>\n\n\n\n<li>F. Monceri, <em>Disabilit\u00e0 o disabilitazione? Una questione politica<\/em>, Morcelliana, Brescia 2025.<\/li>\n\n\n\n<li>C. Montalti, <em>Introduzione ai Disability Studies<\/em>, Biblioteca Clueb, Bologna 2025.<\/li>\n\n\n\n<li>C. Montalti, <em>Prospettive cyborg sulla disabilit\u00e0. Tecnologie, relazioni di cura e futuri culturali<\/em>, DeriveApprodi, Bologna 2025.<\/li>\n\n\n\n<li>E. Paolini, M. C. Paolini, <em>Mezze persone. Riconoscere e comprendere l\u2019abilismo<\/em>, Aut Aut,<em> <\/em>Palermo 2022.<\/li>\n\n\n\n<li>M. Schianchi, <em>Storia della disabilit\u00e0. Dal castigo degli d\u00e8i alla crisi del welfare<\/em>, Carocci, Roma 2012.<\/li>\n\n\n\n<li>C. Tarantino\u00a0 (a cura di), <em>Il soggiorno obbligato. La disabilit\u00e0 fra dispositivi di incapacitazione e strategie di emancipazione<\/em>, Bologna, Il Mulino 2024.<\/li>\n\n\n\n<li>E. Valtellina (a cura di), <em>Teorie critiche della disabilit\u00e0. Uno sguardo politico sulle non conformit\u00e0 fisiche, relazionali, sensoriali, cognitive<\/em>, Milano-Udine, Mimesis 2023.<\/li>\n\n\n\n<li>E. Valtellina\u00a0 (a cura di), <em>Sulla disabilitazione. Introduzione ai Disability Studies<\/em>, Torino, UTET 2025.<\/li>\n\n\n\n<li>A. Vanolo, <em>La citt\u00e0 autistica<\/em>, Einaudi, Torino 2024.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Associazioni, collettivi, progetti&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>ALternative DIsability QUAlity Artists<\/li>\n\n\n\n<li>Associazione Culturale Fedora. Integrazione e Accessibilit\u00e0<\/li>\n\n\n\n<li>Culturaccessibile. Soluzioni creative per l\u2019accessibilit\u00e0<\/li>\n\n\n\n<li>Disability Pride Network<\/li>\n\n\n\n<li>Movimento Antiabilista<\/li>\n\n\n\n<li>Neuropeculiar. Movimento per la biodiversit\u00e0 neurologica<\/li>\n\n\n\n<li>Progetto \u201cGiochiamoci\u201d<\/li>\n\n\n\n<li>Oltre i limiti<\/li>\n\n\n\n<li>Fondazione Time2<\/li>\n\n\n\n<li>Persone. Coordinamento nazionale contro la discriminazione delle persone con disabilit\u00e0<\/li>\n\n\n\n<li>Brigata Basaglia<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Introduzione Come persone disabili impegnate nelle comunit\u00e0, nell\u2019attivismo e nella teoria disabile, le nostre esperienze e storie collettive ci hanno insegnato che siamo agenti con un effetto sulla costruzione e distruzione di mondi, verso relazioni sociali pi\u00f9 giuste. 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