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Call for paper S&F_n. 24_2020

CALL FOR PAPERS S&F_n. 24_2020

 

 

 Que sais-je?

Scienza & Filosofia: un dialogo (im)possibile 

 

 

S&F_, Scienza&Filosofia. Due lemmi legati da una & commerciale, dunque scambio in forma di acquisto e/o vendita di beni. La & lega, distingue, approssima? È il mercato dove si baratta un po’ di scienza per un po’ di filosofia o dove si acquistano cinghie di trasmissione? Il prodotto è in genere di ottima qualità, eppure ogni volta sembra sfuggire o resta criptata la questione che dovrebbe essere in cima: cosa chiede il filosofo allo scienziato, e cosa chiede lo scienziato al filosofo?

Questa duplice domanda, a ben vedere, è suscitata dalle emergenze e dagli scenari dispiegati dalla contemporaneità (dalla crisi ambientale al Sars-CoV-2) che richiedono un ripensamento dell’organizzazione sistemica dei saperi, un allargamento di visuale, la necessità di interdisciplinarietà, vie d’uscita da solipsismi, narcisismi e specialismi.

Scienza e filosofia, talvolta, si parlano a fatica. È necessario, dunque, pensare alla costruzione di una nuova alleanza, che sia stabile e riconoscibile. Questa nuova alleanza passa soprattutto per la ridefinizione di paradigmi e criteri che strutturano la relazione e la differenza e per la determinazione di chi è tenuto a identificarli. Se la scienza è per natura un’impresa collettiva, che si distende nel tempo e ha una matrice attualistica, è sempre più urgente che scienziati e filosofi si sforzino di cercare e trovare spazi e modalità di un lavoro comune. La ricerca scientifica oggi deve essere solo oggetto della riflessione filosofica o la riflessione filosofica può indicare strade e percorsi per ripensare la scienza e la tecnica con un occhio rivolto alle questioni che riguardano l’umano?

La questione epistemologica e di organizzazione dei saperi ci pone davanti a quesiti di carattere pragmatico: c’è di fatto una certa asimmetria nel rapporto tra il filosofo e lo scienziato. In linea di principio, infatti, poiché qui si tratta delle domande più antiche ed elementari della sua disciplina, il filosofo è posto di fronte a tutte le scienze, ossia di fronte a saperi così ampi, variegati ed estesi, che nessuno potrebbe approcciarli in maniera adeguata. In effetti, da molto tempo ormai neppure lo scienziato, il cui processo di specializzazione è un dato evidente, riesce a farlo.

Ogni scienza tratta il suo oggetto in un linguaggio matematico, e/o in ogni caso simbolico e formalizzato, e ciò comporta l’emergere di una tale complessità da richiedere un lungo processo di formazione solo per accedervi. E il compito di ritradurre dal linguaggio formalizzato a un discorso razionale “naturale” è talora così difficile e anche intrinsecamente problematico, che alcuni lo ritengono semplicemente impossibile. E tuttavia è qualcosa cui non solo il filosofo, ma a ben vedere neppure lo scienziato può rinunciare, se non perdendo allo stesso tempo una comprensione più completa del suo lavoro e dei suoi risultati.

Quando un biologo studia temi legati alla produzione alimentare o un genetista si trova a ripensare cos’è un individuo e cos’è l’ereditarietà, quale funzione ha l’ambiente, o quali connessioni produttive sviluppano individui e ambienti, un confronto con la filosofia, che sappia porsi all’altezza dell’attualità scientifica, potrebbe allargare o ampliare gli stessi progetti di ricerca, dal momento che l’individuo – sia esso un vivente umano o nonumano – è un patchwork di determinazioni genetiche, pressioni ambientali e processualità.

L’attività tecnico-scientifica, così come l’interrogazione filosofica, è sempre immersa in uno spazio-tempo determinato, lo scienziato è un “essere umano”, con passioni e pregiudizi, la scienza e la tecnica sono modi che la forma-di-vita umana sviluppa per creare soggetti e mondi e per allargare la propria comprensione della realtà. Dunque, come il filosofo è chiamato a confrontarsi con le scienze coeve, lo scienziato che senta la necessità di proporre il suo sapere ad un livello più sintetico e universale non può fare a meno della filosofia e, per certi versi, anche della storia della filosofia! In questo senso, non varrebbe la pena di iniziare a discutere del progresso delle conoscenze come un’impresa collettiva, che coinvolga filosofia e scienze all’un tempo, e che ecceda dall’ambito ristretto degli specialismi e si apra a un reale confronto interdisciplinare?

In una fase storica in cui media e mondo politico hanno messo “la scienza”, ancor più che la filosofia, sotto stress con l’autentico rischio di un discredito profondo, speculare naturalmente a fasi di idolatria sconsiderata, risulta necessario evitare e contrastare posizioni che, a partire da un lato o dall’altro, tendono a contrapporre scienza e filosofia. La scienza sarebbe cieca se rifiutasse di dialogare con la filosofia, nelle sue varie manifestazioni, così come la filosofia sarebbe vuota se non si confrontasse costantemente con i saperi scientifici: siamo tutti sullo stesso fronte.

Possiamo difenderlo meglio? 


 

 

Deadline per proposte saggio: 15 settembre 2020

Deadline per consegna saggio: 15 novembre 2020

Il risultato della selezione sarà comunicato agli autori entro il 1 dicembre 2020.

Procedura: Inviare all’indirizzo scienzaefilosofia@gmail.com, entro la data indicata, un abstract di max 5000 battute comprendente il titolo della proposta di saggio e una descrizione dell’iter argomentativo. Le proposte saranno valutate dai curatori e dal comitato di lettori della rivista, e il risultato della selezione sarà comunicato agli autori entro il 1 dicembre 2020. Le proposte accettate saranno poi ricevute dalla redazione entro una nuova deadline, comunicata agli autori con l’esito della selezione, e quindi sottoposte a doppia blind review.

Lingue accettate: Italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.

 

È possibile inoltre – con le stesse modalità – proporre articoli a tema libero relativi alle seguenti sezioni della rivista:

 

Storia Esposizione e ricostruzione di questioni di storia della scienza e di storia di filosofia della scienza con intenzione sostanzialmente divulgativa;

Antropologie Temi e incroci tra scienze, antropologia filosofica e antropologia culturale;

Etiche Riflessioni su temi di “attualità” bioetica;

Linguaggi Questioni di epistemologia;

Alterazioni Dalla biologia evoluzionistica alla cibernetica, temi non direttamente “antropocentrati”;

Comunicazione La comunicazione della scienza come problema filosofico, non meramente storico o sociologico. In altri termini: quanto la comunicazione della scienza ha trasformato la scienza e la sua percezione?

Arte Intersezioni tra scienze e mondo dell’arte;

Recensioni&Reports Le recensioni saranno: tematiche, cioè relative al dossier scelto e quindi comprensive di testi anche non recentissimi purché attinenti e importanti; di attualità, cioè relative a testi recenti. Reports di convegni e congressi.

 

Gli articoli saranno pubblicati nel prossimo o nei prossimi numeri di S&F_

 


 

Que sais-je? 

Science & Philosophy: an (im)possible dialogue

 

 

S&F_, Science&Philosophy. Two terms entwisted by one ampersand (&).  That means an exchange in the form of purchase and/or sale of goods. That & interwoves, distinguishes, approximates? Does it point out the market where a trickle of science is swapped for a portion of philosophy or where one buys transmission belts? The quality of the product is generally remarkable. Yet the issue that should be high on the agenda seems to slip away or to be shadowed: what does the philosopher ask the scientist and what does the scientist ask the philosopher?

On a deeper view, this question has been further triggered by the scenarios and emergencies of our times (from the Environmental Crisis to Sars-CoV-2). Their momentous impact on our planet needs to be addressed through rethinking of knowledge (with its systemic organization), widening our vision, spreading effective interdisciplinarity and debunking solipsism, narcissism and reductionist specialism in science.

Sometimes, science and philosophy cannot easily talk to each other. Therefore, a new alliance, stable and recognizable, must be constructed. That alliance pushes us to redefine criteria and paradigms structuring the relationship (and the differences) between science and philosophy and to determine who is now required to identify them. If science, with its view turned to the present, is by nature a collective enterprise, whose action unfolds over time, it seems to be increasingly urgent that scientists and philosophers make a special effort to find spaces and strategies for a work in synergy. Today scientific research should only be the subject of philosophical reflection? Or philosophical reflection could indicate new paths for rethinking science and technology without forgetting human issues?

The epistemological query and the organization of knowledges raise pragmatic questions: indeed, there is a kind of asymmetry in the relationship between philosopher and scientist. Since these are the most ancient and elementary issues of his discipline, the philosopher is, in principle, faced with all the sciences, that is to say, with a set of knowledges so wide, varied and extensive that no one could approach it adequately. In fact, even the scientist, whose specialization is nowadays evident, cannot manage it.

Any science treats its object in a mathematical and/or, in any case, symbolic and formalized language. This entails the emergence of such complexity that a long process of training is required just to access it. Moreover, translating from formalized language to a “natural” rational speech is sometimes so difficult and even intrinsically problematic that somebody considers it simply impossible. Yet this attempt is something that not only the philosopher, but also the scientist, should pursue. Indeed, abandoning it entails the loosing of a more complete understanding of his work and the results achieved.

When a biologist studies issues related to food production or a geneticist thinks about what an individual is and what biological inheritance is, what function the environment has, or what productive connections individuals and environments develop, a confrontation with philosophy (seriously engaged with scientific developments), could enlarge or widen the research projects themselves. Indeed, the individual – whether living human or non-human – is a patchwork of genetic determinations, environmental pressures and processes.

Technical-scientific activities, as well as philosophical questioning, are always absorbed by a specific space-time; the scientist is a “human being”, with passions and biases. Science and technology are strategies that human life form develops to create subjects and worlds and to enhance one’s understanding of reality. Therefore, as the philosopher is called to face the contemporary sciences, the scientist, who feels the urge to present his knowledge at a more synthetic and universal level cannot ignore philosophy and even the history of philosophy! In this sense, maybe it would be worth discussing the progress of knowledge as a collective enterprise, involving both philosophy and science, and going beyond the narrow realm of science specialism opening up to a real interdisciplinary confrontation.

We are witnessing a historical phase in which media and political world put “science”, even more than philosophy, under stress. This entails the actual risk of discredit, which represents the natural counterpart of reckless idolatry. So it is important to avoid and contrast views which, on one side or the other, tend to oppose science and philosophy. Science would be blind if it refused to dialogue with philosophy, in its various attitudes and articulations, just as philosophy would be empty if it did not constantly make a confrontation with scientific knowledge: we are all on the same front.

Can we defend it better?


 

 

 

 

Proposal Deadline: September 15, 2020

Submission Deadline: November 15, 2020

The result of the selection will be communicated to the authors within December 1, 2020

How to apply: Send an abstract (max 5,000 characters) to the address scienzaefilosofia@gmail.com within the fixed deadline. The title of one’s proposal and a brief presentation of the argumentative strategies adopted should be included in the abstract. The proposals will be evaluated by the Advisory board and the readers’ committee of the Journal. The result of the selection will be communicated to the authors within december 1, 2020 . The accepted proposals will be sent to the editors within a new fixed deadline, communicated to the authors together with the result of the selection, and finally subjected to double blind review.

Accepted Languages: Italian, English, French, German and Spanish.

 

The same procedure can be upheld to propose papers dealing with the following sections of the Journal:

 

History Reconstruction and analysis of issues about history of science and history of philosophy of science, with a view to scientific divulgation;

Anthropologies Intertwined issues between scientific fields, philosophical anthropology and cultural anthropology;

Ethics Reflections about current bioethical issues;

Languages Epistemological issues;

Alterations From evolutionary biology to cybernetics, problematic issues not directly connected with “Anthropos”;

Communication Science communication as a philosophical problem, not as a solely historical or sociological one. In other words: how much science communication has transformed science itself and its social perception?

Art Intertwining between scientific fields and the art world;

Book_Reviews&Reports Book reviews will be thematic, i.e. dealing with the main topic focused in the Issue. Therefore, they do not necessarily need to be recent publications, as long as they are relevant in the scientific world. Anyhow, books reviewed can also be recent releases as long as they discuss questions of science, philosophy, anthropology and so on. Reports of conferences and meetings.

 

Papers will be published in the next Issue or in the following Issues of S&F_

 

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