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[Call for papers S&F_ n. 23_2020]


CALL FOR PAPERS S&F_n. 23_2020

 

 

Eva Futura tra corpi artificiali e corpi naturali:

Tecnologia della Liberazione o dell’assoggettamento?

 

Negli ultimi trent’anni la relazione complessa tra corpo e macchina è stata frequentemente declinata al femminile, tenendo al centro la donna, le sue specificità, le sue caratteristiche estetiche, la sua capacità riproduttiva.

A dare il via a questo dibattito tra autori e autrici che, partendo da prospettive ermeneutiche differenti, hanno prodotto riflessioni e suggestioni che hanno orientato il dibattito culturale “alto” e quello mainstream, è certamente Donna Haraway che, alla metà degli anni Ottanta, con il suo Cyborg Manifesto, ripensa il corpo della donna, le sue funzioni, immagina la sua evoluzione. L’ibridazione tra carne e macchina – il corpo cyborg – rappresenta un’occasione, la possibilità di superare il modello di pensiero binario – che oppone nettamente il maschile al femminile, il naturale all’artificiale – e la prospettiva essenzialista (Hoquet, Braidotti, Collin).

La tecnologia e le prospettive che apre sono dunque lette in chiave emancipatoria – sia sul piano pratico che simbolico. Nel rapporto con la tecnologia – e grazie ai suoi avanzamenti – il corpo può essere denaturalizzato, di conseguenza svincolato dal nesso tra genere e sesso che soffocherebbe le spinte creative, del desiderio, della libertà di scelta riguardo ai ruoli sociali, alla costruzione identitaria, agli orientamenti sessuali (Tabet, Guillaumin). Lo sviluppo tecnologico consentirebbe anche di ripensare i tempi di vita e di lavoro, di immaginare il lavoro domestico e di cura in una prospettiva inedita.

La tecnologia non è però stata letta solo in senso liberatorio, ma anche come strumento ed elemento ulteriore di assoggettamento e sfruttamento del corpo, ed in particolare di quello femminile. In quest’ottica si è parlato di ritorno alla corporeità ed è stata proposta, in varie forme, l’equazione tra corpo femminile e terra madre (Corea, Shiva), evidenziando la relazione tra dimensione ecologica e di genere (Griffin, Warren, d’Eaubonne), anche nell’ottica di una critica allo sviluppo selvaggio e al capitalismo predatorio (Federici, Fraser).

In questo senso, se il mito del “cyborg” ha avuto una grande forza propulsiva negli anni ’80, in tempi di crisi ambientale ed ecologica, nei tempi di quello che viene definito “Antropocene”, sembra non riuscire più ad avere la stessa capacità di muovere e rimescolare le coordinate del nostro tempo. Se la potenza resta quella dell’ibridazione, da uno scenario cyberpunk si passa sempre di più a una rappresentazione della realtà in cui animali umani e animali non umani si mescolano e si ibridano in composti tutti da definire e pensare. Se il passaggio oltre natura e cultura è stato letto in chiave di ibridazione tra carne e macchina, sempre di più sembra potersi vedere in filigrana all’interno di un divenire-animale. L’attenzione latamente ecologica non rappresenta, certo, un ritorno a una fantasmatica ed edenica wilderness, né semplicemente un ritorno del femminile nell’alveo di una rappresentazione ideologica della Natura: si tratta di immaginare il femminile come la chiave di volta per una trasformazione radicale che rimetta in discussione, allo stesso tempo, sessismo, sfruttamento, riduzione della natura a “risorsa” e “valore”.

Tra queste tendenze si colloca anche il dibattito bioetico, politico, culturale su GPA (Muraro, Cavarero), fecondazione assistita, etc., sulla messa a valore e sulla concezione del corpo come bene indisponibile. 

Nel presente dossier del numero 23_2020 di S&F ci si propone di indagare la relazione complessa tra corpo femminile e tecnologia seguendo direttrici diverse – ecologica, bioetica, politica e, ovviamente, filosofica.

 


Deadline per proposte saggio: 15 febbraio 2020

Deadline per consegna saggio: 30 aprile 2020

Il risultato della selezione sarà comunicato agli autori entro il 28/02/2020.

Procedura: Inviare all’indirizzo scienzaefilosofia@gmail.com, entro la data indicata, un abstract di max 5000 battute comprendente il titolo della proposta di saggio e una descrizione dell’iter argomentativo. Le proposte saranno valutate dai curatori e dal comitato di lettori della rivista, e il risultato della selezione sarà comunicato agli autori entro il 28/02/2019. Le proposte accettate saranno poi ricevute dalla redazione entro una nuova deadline, comunicata agli autori con l’esito della selezione, e quindi sottoposte a doppia blind review.

Lingue accettate: Italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.

 

È possibile inoltre – con le stesse modalità – proporre articoli a tema libero relativi alle seguenti sezioni della rivista:

 

Storia Esposizione e ricostruzione di questioni di storia della scienza e di storia di filosofia della scienza con intenzione sostanzialmente divulgativa;

Antropologie Temi e incroci tra scienze, antropologia filosofica e antropologia culturale;

Etiche Riflessioni su temi di “attualità” bioetica;

Linguaggi Questioni di epistemologia;

Alterazioni Dalla biologia evoluzionistica alla cibernetica, temi non direttamente “antropocentrati”;

Comunicazione La comunicazione della scienza come problema filosofico, non meramente storico o sociologico. In altri termini: quanto la comunicazione della scienza ha trasformato la scienza e la sua percezione?

Arte Intersezioni tra scienze e mondo dell’arte;

Recensioni&Reports Le recensioni saranno: tematiche, cioè relative al dossier scelto e quindi comprensive di testi anche non recentissimi purché attinenti e importanti; di attualità, cioè relative a testi recenti. Reports di convegni e congressi.

 

Gli articoli saranno pubblicati nel prossimo o nei prossimi numeri di S&F_

 

 


 

The Future Eve between artificial bodies and natural bodies:

Liberation Technology or Subjection?

 

In the last thirty years the problematic relationship between body and machine has frequently been declined in the feminine, keeping the woman at the center, her specificity, her aesthetic characteristics, her reproductive capacity.

This debate between authors, who, starting from different hermeneutical perspectives, have produced reflections and suggestions that have oriented the “high” and the mainstream cultural perception, began with Donna Haraway who, in the mid-eighties, with his Cyborg Manifesto, rethinks the position of the woman’s body and its functions, and imagine its evolution. The hybridization between flesh and machine – the cyborg body – represents an opportunity, the possibility of overcoming the binary models of thought –masculine/feminine, natural/artificial – and the essentialist perspective (Hoquet, Braidotti, Collin).

The technology and the perspectives that opens are therefore read in an emancipatory key – both on a practical and symbolic level. In the relationship with technology – and thanks to its progress – the body can be denaturalized, consequently released from the nexus between gender and sex that would suffocate the creative impulses, of desire, of freedom of choice with regard to social roles, to the construction of identity, to the sexual orientations (Tabet, Guillaumin). Technological development would also make possible to rethink lifetime and work times, to imagine domestic work and care in an original perspective.

However, the technology has not only been read in a liberating sense, but also as a tool and further element of subjection and exploitation of the body, and in particular of the female one. From this point of view there has been talk of a return to corporeity and has been proposed the equation between female body and Mother Earth in various forms (Korea, Shiva), highlighting the relationship between the ecological and gender dimension (Griffin, Warren, d ‘Eaubonne), also with a view to a critique of wild growth and of exploitive capitalism (Federici, Fraser).

In this respect, if the myth of the “cyborg” had a great driving force in the 80’s, in times of environmental and ecological crisis, in times of what is called “Anthropocene”, it seems to no longer be able to have the same capacity to move and reshuffle the coordinates of our time. If the power remains that of hybridization, from a cyberpunk scenario we increasingly pass on to a representation of reality in which human animals and non-human animals mix and hybridize into “compoundes” that should be redefined and rethought. If the passage beyond nature and culture has been interpreted in terms of hybridization between flesh and machine, more and more it seems to be able to see itself in filigree within a becoming-animal. The ecological attention, of course, does not represent a return to a phantasmal and Edenic wilderness, nor simply a return of the feminine in the furrow of an ideological representation of Nature: it is about imagining the feminine as the keystone for a radical transformation that at the same time calls into question sexism, exploitation, reduction of nature to “resource” and “value”.

Among these trends there is also the bioethical, political, cultural debate on GPA (Muraro, Cavarero), assisted fertilization, etc., on the economic value and on the conception of the body as an asset not available. In the present dossier of the number 23_2020 of S&F we intend to investigate the problematic relationship between the female body and technology following different directions – ecological, bioethical, political and, obviously, philosophical.

 

 

 


Proposal Deadline: February 15, 2020

Submission Deadline: April 30, 2020

The result of the selection will be communicated to the authors within February 28, 2019.

How to apply: Send an abstract (max 5,000 characters) to the address scienzaefilosofia@gmail.com within the fixed deadline. The title of one’s proposal and a brief presentation of the argumentative strategies adopted should be included in the abstract. The proposals will be evaluated by the Advisory board and the readers’ committee of the Journal. The result of the selection will be communicated to the authors within February 28, 2020. The accepted proposals will be sent to the editors within a new fixed deadline, communicated to the authors together with the result of the selection, and finally subjected to double blind review.

Accepted Languages: Italian, English, French, German and Spanish.

 

The same procedure can be upheld to propose papers dealing with the following sections of the Journal:

 

History Reconstruction and analysis of issues about history of science and history of philosophy of science, with a view to scientific divulgation;

Anthropologies Intertwined issues between scientific fields, philosophical anthropology and cultural anthropology;

Ethics Reflections about current bioethical issues;

Languages Epistemological issues;

Alterations From evolutionary biology to cybernetics, problematic issues not directly connected with “Anthropos”;

Communication Science communication as a philosophical problem, not as a solely historical or sociological one. In other words: how much science communication has transformed science itself and its social perception?

Art Intertwining between scientific fields and the art world;

Book_Reviews&Reports Book reviews will be thematic, i.e. dealing with the main topic focused in the Issue. Therefore, they do not necessarily need to be recent publications, as long as they are relevant in the scientific world. Anyhow, books reviewed can also be recent releases as long as they discuss questions of science, philosophy, anthropology and so on. Reports of conferences and meetings.

 

Papers will be published in the next Issue or in the following Issues of S&F_

                   

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