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[Call for papers S&F_ n. 21_2019]


CALL FOR PAPERS S&F_n. 21_2019

 

Umano, troppo (poco) umano?

L’espressione “Antropocene” è salita agli onori della cronaca quando il chimico e Premio Nobel Paul Jozef Crutzen il 22 febbraio 2000, durante una riunione del comitato scientifico dell’International Geosphere Biosphere Programme (IGBP), interruppe gli interlocutori utilizzando per la prima volta questo termine, unico capace di definire l’impatto che la specie umana sta avendo sull’ambiente e sulla biosfera. Da quel momento è sorto un dibattito che, immediatamente, ha travalicato i confini delle scienze dure per sfociare in ambiti differenti, dall’epistemologia all’antropologia, dalla filosofia alla sociologia delle scienze, passando per l’economia e la politica: le definizioni si sono moltiplicate e si è vista nascere l’ipotesi di un Capitalocene (Jason W. Moore) o la più recente ipotesi di Chthulucene (Donna Haraway). Si tratta di un concetto – per alcuni di un cambio di paradigma in senso kuhniano, per altri di un argomento o addirittura di un sintomo – che funziona come catalizzatore di un insieme di questioni che riguardano le più antiche domande sull’umano (dal rapporto con la natura a quello con la tecnica) e che, in un certo senso, ripercorrono i momenti della nascita della modernità e del suo possibile esito catastrofico.

Il concetto di Antropocene, dunque, si presenta immediatamente come estremamente sfumato: le implicazioni possibili sono molto ampie – dalla questione epistemologica del progetto incompiuto della modernità (il non siamo mai stati moderni di Bruno Latour) al complesso rapporto uomo/animale in Michel Serres, dal ripensamento antropologico ed etnografico della relazione uomo/natura in Eduardo Viveiros de Castro e Philippe Descola alla riflessione sul corpo (e in particolare il corpo femminile) in Donna Haraway e Rosi Braidotti, al suo essere antiquato e alla sua ibridazione con la macchina su cui hanno riflettuto e scritto in maniera distopica Günther Anders e Philip K. Dick.

Il presente dossier del numero 21_2019 di S&F_ intende indagare l’espressione “Antropocene” come concetto che rimanda contemporaneamente a un’insufficienza dell’uomo come lo conosciamo dinanzi alla crisi del moderno e a una sua sovrabbondanza – a un eccesso di intervento, inteso nel senso dell’espropriazione e della distruzione della natura, della Terra e anche dell’Altro.

 
 

Deadline per proposte saggio: 15 marzo 2019

Deadline per consegna saggio: 25 maggio 2019

Procedura: Inviare all’indirizzo scienzaefilosofia@gmail.com, entro la data indicata, un abstract di max 5000 battute comprendente il titolo della proposta di saggio e una descrizione dell’iter argomentativo. Le proposte saranno valutate dai curatori e dal comitato di lettori della rivista, e il risultato della selezione sarà comunicato agli autori entro il 30/3/2019. Le proposte accettate saranno poi ricevute dalla redazione entro una nuova deadline, comunicata agli autori con l’esito della selezione, e quindi sottoposte a doppia blind review.

Lingue accettate: Italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.

 

È possibile inoltre – con le stesse modalità – proporre articoli a tema libero relativi alle seguenti sezioni della rivista:

 

Storia Esposizione e ricostruzione di questioni di storia della scienza e di storia di filosofia della scienza con intenzione sostanzialmente divulgativa;

Antropologie Temi e incroci tra scienze, antropologia filosofica e antropologia culturale;

Etiche Riflessioni su temi di “attualità” bioetica;

Linguaggi Questioni di epistemologia;

Alterazioni Dalla biologia evoluzionistica alla cibernetica, temi non direttamente “antropocentrati”;

Comunicazione La comunicazione della scienza come problema filosofico, non meramente storico o sociologico. In altri termini: quanto la comunicazione della scienza ha trasformato la scienza e la sua percezione?

Arte Intersezioni tra scienze e mondo dell’arte;

Recensioni&Reports Le recensioni saranno: tematiche, cioè relative al dossier scelto e quindi comprensive di testi anche non recentissimi purché attinenti e importanti; di attualità, cioè relative a testi recenti. Reports di convegni e congressi.

 

Gli articoli saranno pubblicati nel prossimo o nei prossimi numeri di S&F_


Human, all too (little) human?

The expression “Anthropocene” hit the headlines when the chemist and Nobel Prize winner Paul Jozef Crutzen on 22nd February 2000, during a meeting of the scientific committee of the International Geosphere Biosphere Program (IGBP), interrupted the interlocutors using for the first time this word, the only one capable of defining the impact that the human species is having on the environment and on the biosphere. From that moment an important debate appeared and it immediately went beyond the boundaries of the hard sciences to flow into different fields, from epistemology to anthropology, from philosophy to sociology of science, passing through economics and politics: the definitions increase in number and the hypothesis of Capitalocene (Jason W. Moore) or the more recent hypothesis of Chthulucene (Donna Haraway) are born. It is a concept – for some a change of paradigm in the Kuhnian sense, for others a topic or even a symptom – that works as a catalyst for a set of problems concerning the most ancient questions about the human (from the relationship with nature to that with technique); in a certain sense, they retrace the moments of the birth of modernity and its possible catastrophic outcome.

So, the concept of Anthropocene immediately presents itself as extremely nuanced: the possible implications are crucial – from the epistemological question of the unfinished project of modernity (the we have never been modern by Bruno Latour) to the problematic relationship between human being and animal in Michel Serres, from the anthropological and ethnographic rethinking of the relationship between human being and nature in Eduardo Viveiros de Castro and Philippe Descola to the reflection on the body (and in particular the female body) in Donna Haraway and Rosi Braidotti, from the outdatedness of human beings to their hybridization with the machine (Günther Anders and Philip K. Dick).

The dossier of the n. 21_2019 of S&F_ intends to examine the expression “Anthropocene” as a concept that refers both to an insufficiency of human being as we know it faced with the crisis of the Modernity and its superabundance – an excess of intervention, in the sense of expropriation, exploitation and destruction of nature, Earth and Other.

 

Proposal Deadline: March 15, 2019

Submission Deadline: May 25, 2019

How to apply: Send an abstract (max 5,000 characters) to the address scienzaefilosofia@gmail.com within the fixed deadline. The title of one’s proposal and a brief presentation of the argumentative strategies adopted should be included in the abstract. The proposals will be evaluated by the Advisory board and the readers’ committee of the Journal. The result of the selection will be communicated to the authors within March 30, 2019. The accepted proposals will be sent to the editors within a new fixed deadline, communicated to the authors together with the result of the selection, and finally subjected to double blind review.

Accepted Languages: Italian, English, French, German and Spanish.

 

The same procedure can be upheld to propose papers dealing with the following sections of the Journal:

 

History Reconstruction and analysis of issues about history of science and history of philosophy of science, with a view to scientific divulgation;

Anthropologies Intertwined issues between scientific fields, philosophical anthropology and cultural anthropology;

Ethics Reflections about current bioethical issues;

Languages Epistemological issues;

Alterations From evolutionary biology to cybernetics, problematic issues not directly connected with “Anthropos”;

Communication Science communication as a philosophical problem, not as a solely historical or sociological one. In other words: how much science communication has transformed science itself and its social perception?

Art Intertwining between scientific fields and the art world;

Book_Reviews&Reports Book reviews will be thematic, i.e. dealing with the main topic focused in the Issue. Therefore, they do not necessarily need to be recent publications, as long as they are relevant in the scientific world. Anyhow, books reviewed can also be recent releases as long as they discuss questions of science, philosophy, anthropology and so on. Reports of conferences and meetings.

 

Papers will be published in the next Issue or in the following Issues of S&F_

                   

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